Razza padana

Un consigliere comunale di Padova della Lega ha chiesto di tagliare i fondi alla maratona perchè “non è possibile che vincano sempre negri in mutande..”. Il vice presidente della provincia di Treviso, sempre in camicia verde, ha proposto di ripristinare la legge marziale contro quelli che hanno rubato nelle case dopo l’alluvione. Il sindaco della stessa città pensò bene di levare le panchine per non dare un giaciglio a quegli extracomunitari buoni per morire in fabbrica, ma fastidiosi da vedere in giro.  Ad Adro c’è voluto il tribunale per imporre la rimozione del sole padano, sempre ad Adro i bambini pù poveri sono stati lasciati senza pasto, perchè i genitori non erano riusciti a saldare il debito. A Milano un consigliere comunale ha pensato bene di contestare una mostra dedicata alla cultura del mondo islamico, pechè sarebbe stata troppo vicina al Duomo e, dunque, una oggettiva provocazione contro la cristianità.

Dobbiamo continuare? Ogni volta che si manifestano simili episodi di razzismo, di xenofobia, di esclusione sociale, di farneticazione, di speculazione per acchiappare i voti sfruttando comprensibili paure c’è sempre qualcuno che si meraviglia o finge di meravigliarsi.

Ci vogliamo prendere per i fondelli? Abbiamo forse già cancellato dalla nostra memoria che la Lega cominciò a manifestarsi con scritte e cartelli inneggianti al Vesuvio, all’Etna, ai terremoti e alle alluvioni nel sud d’Italia? Abbiamo dimenticato i primi cori negli stadi di Verona, Treviso, Bergamo o Brescia? Dalle nostre menti sono sparite le bravate di quelli che tentarono di dare fuoco al campo rom di Opera o che con i maiali al guinzaglio oltraggiavano i terreni dove avrebbero dovuto riunirsi in preghiera gli islamici?

Gli autori di questi atti e di queste gesta non possono trovare giustificazione alcuna, ma ancora meno dovrebbero trovarne i mandanti politici, i sindaci che li coprono, i consiglieri che raccattano così le preferenze, i parlamentari che li sobillano, i ministri che si fanno una risata, il presidente del Consiglio che, sempre più stretto al cappio di Bossi, non può neppure fingere di prendere le distanze

Non scherziamo, gli episodi che abbiamo riportato non hanno nulla di casuale, ma affondano le radici nel passato e si moltiplicheranno in vista di possibili elezioni anticipate, quando una destra travolta dal proprio fallimento, avrà bisogno di giocare la carta della paura per il barbaro e per i diversi venuti in Italia “a rubare il lavoro e le case ai nostri figli”. Cosa c’è di meglio per impedire che al centro dell’attenzione torni la questione sociale, la crescente povertà, la rivolta nelle scuole, il disagio di milioni di famiglie per il venir meno della protezione sociale, per non parlare del tracollo etico che ha dissolto l’immagine del prsidente del consiglio ” piccolo padre, protettore della famiglia, garante dei valori della cristianità…”

Siamo sicuri che i tanti che hanno volto far sentire la loro voce per criticare la scelta di Mario Monicelli di porre fine alla sua vita, non avranno esitazione a far giungere le loro grida sino al cielo per condannare queste caccie all’uomo, questo spietato sfruttamento dei più deboli, questa licenza di colpire i più deboli che, almeno un tempo, era considerato un peccato mortale gravissimo.

O no? ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

Autore: Giuseppe Giulietti

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