" Raccogliere prodotti spontanei" di Carlo Bogliotti

http://content.slowfood.it/upload/C2744B8807dd31C0E7RGv2BB02C7/img/risotto-ortiche.jpgSe si segue una dieta stagionale, l’arrivo della primavera è una vera manna. Nei prossimi mesi avremo l’imbarazzo della scelta, e man mano che si entrerà nel vivo della stagione i prezzi di molti prodotti, che ora già si trovano in qualità di costose primizie, scenderanno inevitabilmente. Ma la primavera non porterà soltanto abbondanza e varietà a costi accessibili: è anche capace di regalare, in senso letterale.

Come facemmo l’anno scorso, proponiamo di celebrare la settimana del 21 marzo con una gita per raccogliere prodotti spontanei che ci costeranno soltanto il piacere di una bella passeggiata: sono gratis. 12 mesi fa consigliavamo il tarassaco o “dente di leone”, oggi invece mettiamoci in cerca delle ortiche. Si trovano le prime cime, non ancora fiorite, con le foglie più tenere. Le pianticelle giovani quasi non pungono e subito dopo una pioggia sono meno urticanti, ma portarsi un paio di guanti di gomma non guasta. Vanno raccolte senza estirparle per far sì che possano ricrescere, recidendo il gambo a circa dieci centimetri da terra.

L’ortica è una pianta incredibile, che potrebbe benissimo essere il simbolo della primavera e dovrebbe tornare copiosa sulle nostre tavole. È molto usata in erboristeria perché ha grandi proprietà disintossicanti e depurative. Fa bene e ci sintonizza in pieno con il clima di rinascita e leggerezza che porta con sé la stagione. I Greci antichi, che ne erano ghiotti, dicevano che va raccolta «prima dell’arrivo delle rondini».

Va anche detto che è buonissima. Bisogna naturalmente lavarla per bene e in più passate. Poi si può leggermente scottare per mangiarla in insalata o lessare come si fa con gli spinaci. Per esempio è perfetta per un risotto semplice ma ricco di sapore, e c’è chi la usa con successo nell’impasto di gnocchi o strangolapreti. Si mette nei ravioli con la ricotta e in molte parti del Paese è tradizionale la minestra di ortiche: uno dei piatti più economici che si possano immaginare. Ci sono anche alcune aziende che la coltivano per poi darla ai distributori: anche se non è facile, potreste quindi trovare le ortiche al mercato o al supermarket (magari essiccate), ma restiamo dell’idea che sia meglio una scampagnata appena fuori città per cercarle da sé e approfittare del loro gusto immediatamente dopo la raccolta. Anche per fare come cantava Franco Battiato: «tra noi si scherzava a raccogliere le ortiche». ( Fonte: Slow food)

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