Quote latte: trattori a casa Galan. " Non c'è più tempo da perdere"

La questione latte continua ad essere il “ nodo” centrale dell’agricoltura italiana.

 

Tutti scontenti, da una parte e dall’altra, per una situazione che non garantisce reddito ai produttori, che continuano a lavorare in bilico tra la sopravvivenza e il fallimento.

 

Con i trattori che, dopo aver circondato il palazzo della regione Lombardia, vanno in strada in direzione Padova, puntando direttamente a casa del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

 

“Dato che il silenzio del ministro sta minacciando l’esistenza delle nostre aziende, con la stessa determinazione noi andiamo a casa sua”, spiega il presidente Copagri Lombardia, Roberto Cavaliere. La situazione è difficile: il pezzo del latte è in ripresa, ma il prezzo alla stalla è sotto di ancora 10 centesimi. “Non possiamo tollerare che mentre il mercato dà segnali di ripresa soprattutto in prodotti come Parmigiano Reggiano e Grana Padano i cui prezzi sono aumentati negli ultimi sei mesi del 30 per cento, il prezzo del latte pagato ai produttori è fermo a 33 centesimi”, incalza Cavaliere. “La soglia minima di sopravvivenza è di 40 centesimi al litro”.

 


Nonostante la Copagri abbia avanzato al ministro dell'Agricoltura “numerose richieste”, Cavaliere spiega che Galan “ha risposto con il silenzio”. E la situazione relativa alle multe da pagare per chi ha splafonato, negli ultimi 12 mesi “è cambiata radicalmente” tanto da “rendere superata la legge 33”.
Questo in seguito della sentenza del Tar “che ha confermato le compensazioni fatte dai produttori in tutti questi anni, dei risultati della Commissione ministeriale e degli approfondimenti ulteriori portati a termine dai Carabinieri dei Nac”, tuona ancora il presidente Copagri Lombardia. “Ora i produttori si aspettano finalmente giustizia e vedersi restituite le somme pagate e riconosciuti gli aiuti al settore”. Vale a dire quei 45 milioni di euro stornati dalla legge 33 e non ancora erogati. E nonostante il ministro Galan si sia reso disponibile per un incontro il prossimo primo luglio, il tempo stringe, e non si può più aspettare.
“Il termine ultimo per decidere il futuro del settore latte italiano è il 30 giugno”, spiega Cavaliere. Ovvero quando decadono i benefici delle nuove assegnazioni delle quote previste dalla 33/09 con la conseguente rimessa in mora dele cartelle esattoriali delle regioni. “Motivo per cui non possiamo più aspettare”. ( Fonte: www.ilvelino.it)
 
Autore: Edoardo Spera
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