Quanto inquina il web?

Il Guardian tenta di calcolare l’impronta ecologica delle emissioni di carbonio conseguenti all’uso della rete globale. Numeri per ora contenuti ma che potrebbero crescere in futuro.

 

Facendo quattro calcoli, il Guardian riesce a stimare una cifra: internet è responsabile dell’1% delle complessive emissioni di CO2. Una quantità pari al consumo annuo “della Polonia e della Turchia”, e pari alla metà di “quello della Gran Bretagna”. Un calcolo, da ribadirlo, a spanne, e non basato su cifre effettive ma su stime. Ovvero, che parte dal dato dell’impronta ecologica lasciata dai data centers, che realisticamente dovranno essere considerati responsabili della maggior parte dell’inquinamento nell’ambito dell’ICT.

 

UN PERCENTO – Ebbene, secondo alcuni studi i data center sarebberoresponsabili per lo 0.5% delle emissioni complessive globali. A questa cifra si potrà sommare la metà della percentuale sul totale del carbonio emesso che deriva dagli usi casalinghi dei personal computer; la metà per convenzione, attribuendo a questa cifra l’etichetta di “consumo per internet”. Si arriverà così, più o meno, all’1% del totale globale. Una cifra, invero, non così elevata: per ora, però. Il quotidiano inglese infatti ci tiene a sottolineare che tale situazione potrebbe variare in futuro.

 

REBOUND EFFECT – Ciò principalmente per l’effetto rimbalzo che l’introduzione di tecnologie meno inquinanti provocherebbe – perchè “quando qualcosa diventa più economico ed energeticamente efficiente”, il che è lo scenario plausibile dello sviluppo tecnologico per l’avvenire, “molto spesso finiamo per usarne di più, il che comporta l’assenza di una riduzione netta, o anzi un’incremento nell’utilizzo“. Ma c’è anche la possibilità che una tale situazione si modifichi verso il basso: e perchè ciò avvenga bisogna capire che lo sviluppo della rete sarà presupposto indispensabile al calo dei consumi in CO2. “Senza le video conferenze online”, chiude infatti il Guardian, “sarebbe molto difficile ridurre il numero dei voli business class nei prossimi anni”.

( Fonte: www.giornalettismo.com)

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