Quanti amici su Facebook? E' scritto nel cervello

http://www.lescienze.it/images/2011/10/19/105208322-27c0e275-ccf2-44b9-899f-23d5a114cee7.jpgUna nuova ricerca ha messo in correlazione il numero di contatti sul social network con le dimensioni di alcune aree cerebrali, stabilendo inoltre che esso è proporzionale alla ricchezza della vita sociale reale. ( fc)

Da molti anni si discute dell'influenza che hanno le tecnologie digitali e in particolare Internet, mentre è certamente più recente la riflessione sulla possibilità di mantenere relazioni sociali in rete attraverso Facebook, Twitter e altri social network. I dati a riguardo sono così scarsi che spesso si tende ad affrontare la questione in modo ideologico, sostenendo che questa vita virtuale starebbe pericolosamente sostituendo quella reale.

Una nuova ricerca condotta presso il Wellcome Trust Institute sembra ora confutare questa tesi, dal momento che ha concluso che il numero di “amici su Facebook” di una persona è proporzionale al numero di amici che ha nella vita reale. Non solo: questa tendenza a stabilire rapporti di amicizia o di conoscenza sarebbe veramente connaturata alla personalità del soggetto, al punto da trovarne traccia nel suo cervello, e sarebbe “scritta” nelle dimensioni di una particolare area cerebrale.

Geraint Rees, primo autore dello studio apparso sulla rivista "Proceedings of the Royal Society B", ha analizzato, insieme con i colleghi, le scansioni cerebrali di 125 studenti universitari, tutti attivi su Facebook, studiando in particolare l'amigdala, una regione strettamente connessa alla memoria e alle risposte emotive.

Recentemente, uno studio ha trovato che il volume di materia grigia di questa regione tende a essere maggiore nelle persone con un'ampia rete di amicizie nella vita reale e quest'ultimo risultato sembra così estendere le conclusioni anche alla vita online.

Le dimensioni di altre tre regioni cerebrali sono risultate correlate alle dimensioni della rete sociale online dei soggetti, ma non con quelle dalla rete sociale reale, e precisamente: il solco temporale superiore destro, cruciale per la nostra capacità di percepire il movimento; il giro temporale mediale sinistro, implicato nell'attivazione della risposta agli sguardi degli altri e quindi nella percezione degli stimoli sociali; infine la corteccia entorinale destra, implicata nei processi di memoria.

“Il nostro studio consentirà di iniziare a comprendere in che modo le nostre interazioni con il mondo siano mediate dai social network”, ha spiegato Rees. “Ciò consentirà di affrontare questioni che riguardano la relazione tra Internet e il cervello”.

Oltre a esaminare la struttura cerebrale dei soggetti, i ricercatori hanno verificato se esistesse un legame tra relazioni online e relazioni reali.

I ricercatori dell'UCL hanno posto ai volontari alcune domande per stimare l'ampiezza delle reti di amicizie del mondo reale quali: “A quante persone mandereste un messaggio in occasione di un evento, come un compleanno o un nuovo lavoro?”; “Qual è il numero totale di amici sulla rubrica del vostro cellulare?” e “Quanti amici avente mantenuto dalla scuola e dall'università?”.

Il risultato è stato incontrovertibile: l'ampiezza delle relazioni sociali reali rifletteva quella delle relazioni online.

“Le nostre conclusioni vanno a sostegno dell'idea che la maggior parte delle persone utilizza Facebook come supporto alle proprie relazioni sociali reali, mantenendo o rafforzando le amicizie, invece che per crearne di nuove con soggetti puramente virtuali”, ha concluso Rees.
Fonte: www.lescienze.it

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog