Pubblicità ed arte: quale il confine?

http://yo-yoll.net/blog/wp-content/uploads/2008/02/fendi-classico-manifesto.jpgAlla fine del "braccio di ferro" hanno vinto le mamme e le maestre della scuola elementare intitolata a "Renzo Pezzani" di viale Puglie a Milano: il cartellone osé di una nota marca di abbigliamento femminile è stato rimosso perché avrebbe potuto "turbare" i giovanissimi alunni dell’istituto.

 

La "pietra dello scandalo" è proprio un maxi-cartellone con una fotografia scattata da Terry Richardson, considerato uno dei più grandi "artisti" del settore, al Central Park di New York, dove una giovane modella indossa l’abito di una nuova linea di moda, ma non esita ad alzarlo un po' per attirare l’attenzione dei passanti con il suo "lato b".

 

L'immagine lascia ben poco all’immaginazione e sicuramente le "qualità estetiche" della modella hanno raggiunto le "finalità artistiche" del fotografo, ma, ad attirare ancora più l’attenzione sulla campagna pubblicitaria, sono state le polemiche che essa ha "scatenato".

 

In molti infatti hanno "gridato" alla mancanza di buon costume (qualcuno parla di "assenza di slip") e alla volgarità di quell’immagine; soprattutto le mamme e le maestre di una scuola primaria in zona Corvetto che, forse dimentiche delle immagini che continuamente trasmettono le televisioni (anche quelle di Stato) hanno chiesto ed ottenuto la rimozione di quel cartellone.

 

Sono, in effetti, sempre più frequenti le pubblicità in cui giovani (o non più giovani) donne fanno sfoggio del proprio corpo (in particolare del seno) per attirare l’attenzione, eppure ormai non si scandalizza più nessuno. E ci sarebbe da chiedersi se è un bene o un male...

 

Questa volta, invece, a destare scandalo è il "fondoschiena" di una bella ragazza…. esiste allora una diversa percezione di queste due parti del corpo che dovrebbero essere ugualmente "intime"?

 

I genitori hanno però voluto precisare che la loro protesta, avanzata nei confronti del Comune, "non è per moralismo, ma per questioni di opportunità", visto che il cartellone affaccia proprio sul cortile d’accesso all’istituto scolastico. In fondo i ragazzini non rappresentano certo un "mercato potenziale" e, a quanto pare, in ragione della loro indignazione, neppure le mamme e le maestre!

 

La casa di moda ha però risposto alle "critiche", spiegando che le immagini incriminate "hanno connotazioni artistiche". Sulla questione, ci riserviamo di interpellare i colleghi di MilanoCultura, si potrebbe anche dibattere; è certo, però, che il "posizionamento" della foto potrebbe essere tanto sconveniente quanto inutile (come nel caso).

 

Ho chiesto un parere, al volo, al nostro editore; Angelo Barisone ha dichiarato: "Certo non è questo il modo 'migliore' per aggiungere appealing artistico al capoluogo della Lombardia. Preferisco, di gran lunga, altre installazioni, comprese quelle più 'estreme' di Cattelan. Approfitto per complimentarmi con il performer padovano per la plasticità della sua scultura in piazza Affari".

 

Indipendentemente quindi dalla questione (tanto "aperta" quanto molto "cara" a Milano) di cosa sia arte e cosa no! Personalmente, se avessi la fortuna di possedere la "Gioconda", non l'appenderei (sicuramente!) davanti alla "tazza" del mio bagno. Sbaglio? ( Fonte: www.milanoweb.com)

Autore: Fabrizio Capecelatro

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