Prossima Lodi: La Festa della Donna e Legalità

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http://cdn.medicinalive.com/wp-content/uploads/2011/03/8-Marzo-salute-delle-donne.jpgProssima Lodi: La Festa della Donna di quest'anno dedichiamola a tre donne coraggiose: Giuseppina, Maria Concetta e Lea, che per difendere la legalità e la dignità hanno pagato un prezzo altissimo
 
Adesione convinta all’iniziativa lanciata dal Quotidiano della Calabria (http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/tre_foto_e_una_mimosa.htmlanche) da parte di Prossima Lodi, il movimento nato all’interno del Partito Democratico del lodigiano, presente con una folta delegazione  a Canossa sabato scorso all’iniziativa nazionale organizzata da Prossima Italia contro la corruzione e per la cultura della legalità.

Anche nei nostri territori tutto ciò deve diventare una priorità dell’agenda politica. Ed è il motivo per il quale la Festa dell'Otto Marzo vogliamo ricordarla attraverso la testimonianza drammatica di tre donne, che hanno deciso di combattere coraggiosamente la ‘ndrangheta all’interno dei clan per  affrancare le future generazioni dalle catene della criminalità, della corruzione e dell’illegalità.

Sul sito di Prossima Lodi, il resoconto dell’iniziativa: La politica va a Canossa – Assise nazionale contro la corruzione e per la cultura della legalità, l’appuntamento organizzato a Canossa da Prossima Italia, che  si pone l’obiettivo di poter arrivare a trasformare l’Italia in un Paese a corruzione zero:  http://prossimalodi.wordpress.com/2012/03/04/la-politica-va-a-canossa-gli-interventi-9/

I profili delle tre donne.

Giuseppina Pesce - Arrestata nell’aprile 2010 per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta All Inside contro il clan dei Pesce di Rosarno. Il 14 ottobre si pente e inizia a collaborare con la Dda di Reggio Calabria. Il 16 aprile 2011, grazie alle sue dichiarazioni vengono arrestate sua madre Angela Ferraro e la sorella Marina”. Più tardi però il legale della donna, l’avvocato Giuseppe Madia, annuncia che Giuseppina sta ritrattando, a seguito di minacce da parte dei magistrati prontamente smentite. In realtà il 21 settembre la stessa afferma di esser stata costretta dai familiari a ritrattare la sua versione dei fatti. La sua testimonianza è risultata essere fondamentale per il processo All Inside.

Maria Concetta Cacciola - Decide di pentirsi a fine aprile scorso. I primi di agosto lascia la località protetta e torna a Rosarno dove aveva lasciato i figli. Il 20 agosto si suicida ingerendo dell’acido muriatico. I familiari faranno recapitare alla stampa una lettera nella quale la donna afferma di esser stata portata al tragico gesto dai magistrati, ma presto si scoprirà che la vera autrice della lettera non era Maria Concetta.

Lea Garofalo è stata invece sciolta nell’acido, ma il pm Marcello Tatangelo ha proprio in questi giorni rigettato l’aggravante mafiosa. La donna fu uccisa nel 2009 dal convivente e dai suoi fratelli perché aveva scelto di collaborare con la giustizia.

Per info: massimiliano innocenti +393477510740

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