" Proposta: aboliamo le pensioni! " di Tonino Dorazio

http://crisi-finanziaria.myblog.it/images/pensioni-manovra-finanziaria-2010-pensionamenti.pngMa perché non aboliamo le pensioni? Dopo le riforme di Ciampi-Amato del 1992/93, del centrosinistra dal 1995 in poi, e tutte le manovre finanziarie di destra che si sono succedute, che altro c’è rimasto da fare?

 

L’ultima riforma, eccezionale come le altre, ha previsto che chi va in pensione non prende i suoi soldi subito, ma dopo un anno per qualcuno e dopo 18 mesi per altri. Per il momento, ma se serve ancora una correzione bisognerà spingersi più in là. Stessa cosa per la buona uscita, il Tfr. L’attesa sarà sicuramente prolungata, i padroni hanno bisogno di quei soldi per vivere.

 

L’età pensionabile? Delle donne? Che importa quanti anni di fatica e doppio lavoro casalingo abbiano fatto. La parità va con la “giustizia”. Intanto a 65 anni. E’ cominciato il gioco delle parti nella stessa maggioranza. Chi dice sì e chi dice no. Ma sarà sicuramente sì. Mica può cadere questo governo eccellente per così poco! E poi con la miseria che avanza e le sempre più ristrette necessità, le donne stesse vorranno rimanere a lavorare fino alla morte. Quindi dopo i 65 anni, chi vuole potrà lavorare anche oltre, a piacimento! Guardate l’esempio della maggioranza dei nostri politici, dove l’efficienza va di passo con la loro età.

Pensate al darwinismo rampante del cattolico La Russa che alla domanda: “a che età bisognerebbe andare in pensione?”, risponde: “E’ sempre difficile fissare un’età, perché quella anagrafica non sempre corrisponde con quella biologica. Qualunque data si scelga è giusta per alcuni, è troppo tardi per altri ed è troppo presto per altri ancora”. Menù a la carte. Anzi ipotizza poi un intervento più deciso sul sistema previdenziale.

 

Ma anche l’altra cima dell’empireo post- (?) fascista, il Gasparri, non scherza : “La riforma va anche condivisa con le forze sindacali riformatrici, che hanno con noi dialogato in questi anni. Perché in molti passaggi importanti in questi anni abbiamo trovato attenzione e rispetto da parte di Cisl, Uil e Ugl”.

 

Solo la Lega alzerà un ipocrita polverone, se dovrà farlo, perché già non riesce a spiegare più nulla alla sua base, il popolo bue ma radical-populista padano, che sembra già aver subìto danni di orgoglio con i tagli agli enti locali.

 

Intanto, per il futuro, l’età pensionabile sarà agganciata alla “speranza di vita” nazionale, poi, prevedo io, se non dovesse bastare, sicuramente ad un “paniere medio” elaborato tra i cinque paesi mondiali più longevi.

 

Mi ricorda tanto l’inflazione programmata, dalla quale viene tolta la spesa energetica perché la innalzerebbe troppo e i padroni, o lo stato, che oggi è la stessa cosa, dovrebbero pagare di più. Allora quello che non conviene si scarta. Nel silenzio più totale di opposizione e sindacati. Ci vuole tanto a capire che qualcosa non funzionerà o si farà di tutto per non farlo funzionare a pieno?

 

Ai giovani hanno già fatto passare la voglia di una eventuale futura pensione. Salari di fame, contributi di fame. Si comincia a “lavorare” oltre i 30 anni in media. Aggiungete che ci vorranno almeno 40 anni di “contributi”, se tutto va bene andranno in pensione tra i 70 e i 75 anni, per avere meno di 500 euro mensili, come l’80% dei pensionati italiani di oggi. Mentre se i loro soldini li affidano alle banche o alle assicurazioni, ovviamente detratte tutte le spese di gestione e di rischio, per lo stesso periodo potrebbero avere 550 euro di pensione.

 

Vale la pena continuare? Cosa si dovrebbe “fare di più”, come dice il nostro presidente Napolitano insieme a Draghi, per proteggerci?

 

Qualcuno incomincia a pensare che l’affossamento della sanità pubblica, che fino ad oggi ha garantito al nostro paese di potersi curare ed innalzare la speranza di vita, possa dare speranza di andare in pensione prima. Mors tua vita mea.

 

Il bello è che oggi è possibile pensarlo senza sensi di colpa. ( Fonte: http://www.ilmondodiannibale.it)

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