Presidi medici dalle TV LCD da buttare

Componenti delle TV LCD saranno riutilizzati durante le pratiche mediche come antimicrobici e non solo, le applicazioni sembrano ampie.

 

I ricercatori della York University, in Gran Bretagna, hanno trasformato l’alcol polivinilico (PVA), in una sostanza antimicrobica capace di debellare numerose infezioni come quelle causate per contaminazione da microrganismi patogeni.

 

Ma cos’è il PVA? L’alcol polivinilico è un polimero ampiamente utilizzato nella produzione e nell’assemblaggio di TV HD; in particolar modo, televisori con display a cristalli liquidi quindi con la tecnologia attualmente più diffusa, la LCD. E’ proprio dai pannelli di PVA che il team di ricercatori britannici è riuscito a ricavare medicinale antimicrobico per debellare infezioni da patogeni come Escherichia coli e alcuni ceppi di Staphylococcus aureus.

 

Non solo un ottimo antimicrobico dalle infinite applicazioni*, ma il PVA potrebbe giocare un ruolo molto importante anche nella biomedicina, infatti, trattamenti con “alcol polivinilico” potrebbero essere utilizzati su pazienti reduci da incidenti: il PVA potrebbe fungere da tessuto di supporto così da agevolare la rigenerazione delle ferite.

Il dottor Andrew Hunt, leader del Dipartimento di Chimica della York University ha sottolineato che “l’influenza dei monitor a cristalli liquidi si fa sentire drammaticamente sulle società moderne” -si stima che 2,5 miliardi di display LCD stanno già giungendo alla fine del loro ciclo di vita e sono destinati a diventare rifiuti e proprio nell’Unione Europea, si tratta dei rifiuti a più rapida crescita.

 

Il dottor Andrew Hunt continua apportando un rimedio: possiamo rendere più significativo questo spreco e conferirgli un valore aggiunto. Certo il PVA accumulato non è da subito pronto all’uso, dovrà subire un primo processo di riscaldamento per poi essere raffreddato e disidratato con etanolo. Solo dopo queste semplice precauzioni potrà essere considerato come “un grande potenziale nella pratica biomedica”.

 

Durante gli esperimenti, il team della York University ha potuto osservare che con l’aggiunta di argento vi è un netto miglioramento delle proprietà antimicrobiche ed è questo che rende il PVA trattato un ottimo antibatterico capace di debellare numerose infezioni.

 

Prima di debuttare nelle aziende sanitarie, il PVA riciclato dovrà affrontare un ultimo step. Non si tratta di altri esperimenti bensì di burocrazia: le normative standard per ogni nuova sostanza prevedono infatti dei test di idoneità.

Bisognerà comparare la sostanza a base di PVA con i prodotti già affermati che conservano funzioni analoghe. Questa fase ha lo scopo di determinare l’efficacia del nuovo prodotto. Terminati i vari test con esito positivo, si garantirà la regolare approvazione del prodotto in un’ambiente delicato in cui si tutela la salute umana.

 

* essendo a buon mercato potrebbe essere utilizzato anche nelle fasi di igienizzazione degli ambienti e dell’attrezzatura ospedaliera ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

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