" Preservativi, il test: più caro non è più sicuro" di Marta Strinati

http://www.ilfoglio.it/media/uploads/profilattico1.jpgPreservativo. Sembra una brutta parola, impronunciabile in pubblico. Eppure, è un presidio medico essenziale per limitare la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale, oltre che per la pianificazione familiare. Complice il condizionamento culturale, comprare una scatola di preservativi sembra un gesto da compiere di soppiatto. Figurarsi quanto è diffusa la comparazione dei prodotti, al momento dell’acquisto, con una accurata lettura delle etichette. Che meriterebbero invece di essere confrontate, oltre che arricchite di informazioni essenziali per il corretto uso del dispositivo. Perché comprando “al buio” e frettolosamente si finisce per credere che i migliori prodotti siano quelli più cari. E invece non è così, come dimostra un’inchiesta pubblicata dal Salvagente nel numero in edicola questa settimana.

 

La resistenza

Essendo classificati come dispositivi medici, i preservativi sono soggetti a una serie di controlli di qualità.

Sia in fase di produzione, sia alle dogane, devono essere sottoposti a una serie di test che ne devono verificare la resistenza agli strappi, la omogeneità della superficie (sempre ai fini della resistenza) e la rispondenza alle altre caratteristiche dichiarate dal produttore nelle schede depositate al ministero della Salute: lunghezza, larghezza e grado di lubrificazione.

Gli stessi test che l’istituto per il consumo francese ha eseguito su 20 preservativi e che riporta il Salvagente, con un risultato netto: la qualità e la resistenza ci sono quasi sempre (un solo modello, Lubrix, ha fallito in due casi). Ma i prezzi sono ancora troppo elevati.

 

I prezzi

In Francia, come pure in Italia, acquistare preservativi in farmacia significa pagare in media un euro a pezzo, sempre che non si scelga un prodotto specifico, del tipo ritardante o stimolante, che costa il doppio.

Per spendere meno ci si deve rivolgere a marche meno conosciute: in questo caso si trovano prodotti anche sotto i 20 centesimi. Un quinto della media. Ma c’è da fidarsi?

Secondo la prova di laboratorio su 20 modelli “base”, sì: il prezzo non è sempre sinonimo di qualità.

Il condom che arriva secondo nella gara (il Reflex, preceduto dal Manix Ultra Protect da 83 centesimi), per esempio, costa appena 17 centesimi a pezzo, ben lontano dall’altro Manix (il sottile Contact) che si paga quasi un euro (98 centesimi) ma dimostra una resistenza allo strappo soltanto accettabile.

 

Resistenza allo strappo

Un altro dato interessante emerge sul rapporto tra spessore del dispositivo e resistenza allo strappo. L’esito del test dimostra infatti che, contrariamente alla convinzione comune, uno spessore maggiore non è necessariamente più resistente.

I due prodotti della Durex, per esempio, Natural e Contour, fanno registrare una resistenza allo strappo soltanto accettabile, pur avendo, rispettivamente, uno spessore di 65 e 56 micron. Esattamente lo stesso risultato dell’Intimy Classic da 71 mm.

 

Costi gonfiati

Sul caro-preservativi non sono solo i francesi a reclamare. A invocare prezzi calmierati per incentivare l’uso della protezione insiste da anni larga parte dell’associazionismo italiano. Come la Lega per la lotta contro l’aids.

In proposito, Massimo Oldrini, presidente della Lila di Milano dice: “Abbiamo provato a sollecitare i produttori italiani, ma senza esito. L’idea era di mutuare l’esperienza inglese e irlandese e ridurre l’Iva sui profilattici. Ma il progetto doveva essere concordato con i produttori e gli importatori, solo che questi non ci hanno mai risposto. I prezzi elevati però sono un problema, specie per i giovani”.

 

Il caro prezzo? Dipende dalla percezione

Secondo un importatore che preferisce non comparire, però, all’origine dei prezzi elevati ci sarebbe anche un’altra ragione: “I preservativi costano caro perché se vengono proposti a bassi prezzi non li compra nessuno. Si tratta di un prodotto che vive tanto di percezione stereotipata da parte del consumatore: se costa poco viene scartato a priori”. Sulla base di questo meccanismo, il ricco business è garantito.

 

All’ingrosso e allo scaffale

Una confezione di 6 profilattici proposta da una marca poco famosa all’ingrosso è venduta a 32 centesimi, ma quando arriva sullo scaffale costa a partire da 5 euro.

Tra i big del mercato, che nel prezzo devono caricare anche la pubblicità e la spesa per sostenere le strutture aziendali, le cifre crescono, ma con la stessa proporzione: dai 2,50 euro all’ingrosso arrivano a costare 15 euro.

Certo, il prezzo non è l’unico ostacolo all’uso del preservativo.

 

“Problemi culturali”

“Da noi ci sono anche problemi culturali e ostracismi del Vaticano, che in Francia non ci sono”, dice Oldrini. “Basta confrontare le vecchie campagne anti-aids italiane ed estere per rendersene conto: in Italia mai un’immagine esplicita o l’uso della parola ‘profilattico’, mentre all’estero era mostrato in modo chiaro e indicato come mezzo per mettersi al sicuro. C’è mistero su tutto. Abbiamo provato a chiedere a produttori, distributori e al ministero i dati sulle vendite, visto che il preservativo è un presidio medico e dovrebbe essere monitorato. Ma sembrano dati top secret: questo restituisce l’idea di quanto sia difficile da noi parlare di profilattici”.

 

La tabella

Molti dei prodotti testati da “60 millions de consommateurs” sembrano irreperibili in Italia. Ma Il Salvagente è andato a caccia degli stessi prodotti sul web, scoprendo che sono sempre acquistabili. Eccone l’elenco, in ordine di giudizio, dal migliore al peggiore (solo in un caso si è avuto un modello classificato come insufficiente).

 

 

Ottimi

Manix, Ultra Protect; Reflex, Condoms standard.

 

Buoni

Hansaplast, Natural; Protex, Classic Naturel; Viaxyl Xtra Strong; Aspelia; Jacket, Anatomic; Condozone; Durex, Natural; Intimy, Classic; Protex, Subtility.

 

Accettabili

Manix, Contact; Sure, Anatomic; Manix, Infini; Durex, Contour; Intimy, Fins; Lubrix; Soft, Supersafe; Secura.

 

Molto insufficiente

L’Avantage.

( Fonte: www.ilsalvagente.it)

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