Presente “al verde”, futuro verde

Dalla congiuntura economica si guarda a un futuro sempre più illuminato dai crismi della eco-sostenibilità. Ma cominciamo dai segnali che il presente mostra.

 

L’inaugurazione di “Archimede” è del 14 luglio di quest’anno. Si tratta di una centrale solare che, a dispetto di questa definizione, funziona anche in assenza del sole. Sfrutta – come il nome “Archimede” suggerisce – enormi specchi per concentrare l’energia solare, e le proprietà dei comuni sali fertilizzanti utilizzati in agricoltura. Permette di risparmiare 2.100 tonnellate di petrolio in un anno e di ridurre di 3.250 tonnellate le emissioni di anidride carbonica. Secondo la ministro Stefania Prestigiacomo “Tutti i Paesi europei si stanno orientando sul mix energetico che vede una metà provenire da fonti tradizionali con l’uso del petrolio e il restante 50% tra nucleare ed energie rinnovabili” (fonte Ansa) il che, ne è al corrente chi si occupa di energia, è forse in parte inesatto, perché non tutti i Paesi europei guardano favorevolmente al nucleare, ma ribadisce comunque l’importanza del rinnovabile sul quale, dice ancora la ministro, “il governo punta molto (…) tanto che in sede di manovra ha ripristinato gli incentivi per i certificati verdi. Vorrebbe l’Italia prima in Europa per impianti solari”.

 

Importante è anche la scelta della Giunta di Parma. Si legge su Parmaoggi.it: “Parma accetta la scommessa della Green City e progetta per il 2020 un percorso di rigenerazione urbana utilizzando la leva della green economy come fattore di sostenibilità sociale, economica ed ambientale. (…) Riduzione delle emissioni di Co2, produzione energetica pulita e valorizzazione energetica del patrimonio edilizio, mix di mobilità di tipo europeo, riqualificazione dei quartieri, rifunzionalizzazione delle aree produttive ed ex produttive, tutela e valorizzazione dello spazio rurale e delle frazioni, riallocazione ed integrazione dei servizi, verde pubblico attrezzato di vicinato, queste le leve per perseguire la strategia della sostenibilità “

 

Sul fronte delle imprese, un’indagine condotta da Global Compact delle Nazioni Unite e da Accenture, rivela che “93 Ceo su 100 ritengono i temi della sostenibilità cruciali per il futuro successo delle rispettive aziende. E’ stata la crisi economica a elevare il ruolo della sostenibilità e dell’etica come generatore di fiducia nelle aziende (lo sostiene l’83% degli intervistati). (…) La crescita del fatturato e la riduzione dei costi sono al secondo posto con il 44%. Per il 96% dei Ceo, quindi, le tematiche della sostenibilità dovrebbero essere completamente integrate nella strategia di un’azienda.” (si legge in un articolo su Blogbiologico.it)

 

Sul fronte del consumo, l’industria automobilistica virerà verso soluzioni ecologiche. Una proiezione della J.D. Power and Associates prevede che, nel giro di quindici anni, circa tre milioni di automobili saranno green, per la maggior parte ibride. Sarà tuttavia un fenomeno più marginale in Europa, rispetto a Nord America e Giappone dove invece si registrerà un cambiamento effettivo e importante.

 

Mentre, sul fronte del lavoro, esistono circa duecentomila green jobs – mestieri collegati con la rivoluzione verde –, e se ne prevede un massiccio aumento. Sono circa 80 le figure professionali tra diplomatici, teorici, ingegneri, tecnici. Su internet ci sono strumenti utili alla ricerca di un “lavoro green” o “socialmente responsabile”, come Infojobs.it e Greenjobs.it. ( Fonte: http://tech4green.it/2010/)

Autore: Daniele, Tech4Green

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