Populisti, patrioti e sovranisti di tutta Europa unitevi! - di Sebastiano Caputo

http://www.lintellettualedissidente.it/wp-content/uploads/2013/10/Enrico-Letta-International-New-York-Times-2-420x591.jpg“ Dopo l’Ue il caos” titoleranno pochi giorni prima delle elezioni La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore. Come se Bruxelles personificasse il progresso, la civiltà e la pace. Peccato però che quei movimenti anti-comunitari di cui parla Letta abbiano, già decenni fa, letto tra le righe dei tanti Trattati firmati dietro alle spalle dei popoli, che il modello sociale ed economico dell’Unione era destinato a fallire. Votarli oggi non è reazione ma avanguardia.

 

Zitti! Parla Enrico Letta. In un’intervista all’edizione internazionale del New York Times, il presidente del Consiglio ha messo in guardia contro la “minaccia” alla stabilità dell’Unione Europea rappresentata dai movimenti e dalle spinte anti-comunitarie: “corriamo il rischio con le prossime elezioni di avere il Parlamento più anti-europeo di sempre”. Il vento in Occidente sta cambiando, gli oligarchi lo sanno, per questo preparano gli scudi in vista delle votazioni previste per il 22-25 maggio 2014. Assisteremo così per otto mesi ad un martellamento mediatico senza precedenti in cui intellettuali e giornalisti di regime ci diranno che votare contro l’Unione Europea produrrà necessariamente un presagio reazionario. “Dopo l’Ue il caos” titoleranno pochi giorni prima delle elezioni La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore. Come se Bruxelles personificasse il progresso, la civiltà e la pace. Peccato però che quei movimenti anti-comunitari di cui parla Letta abbiano, già decenni fa, letto tra le righe dei tanti Trattati firmati dietro alle spalle dei popoli, che il modello sociale ed economico dell’Unione era destinato a fallire. Votarli oggi non è reazione ma avanguardia.

Il premier ha descritto “il recente sconvolgimento politico in Italia” e lo “stallo negli Usa, così come gli scontri in Europa” come parte di “un più ampio momento interconnesso, in cui la governance sta fallendo in alcune democrazie, alienando fette di elettorato, e facendo comparire movimenti populisti di ogni sorta”.

Non è la governance che sta fallendo, ma l’intero sistema capitalistico che con le sue contraddizioni produce delle crepe all’interno delle quali s’inseriscono strutture politiche che ne rifiutano le sue regole e i suoi principi. Tuttavia l’appellativo – nella sua accezione negativa – “populista” volutamente sbandierato dal premier Letta non è altro che una strategia volta a discreditare la portata storica di questo fenomeno. In realtà “populista” – in contrapposizione al “lobbista” – è chi difende gli interessi del popolo. Non secondo il “lobbista” Letta che altro non fa che mascherare le politiche luciferine che tengono gli Stati-nazione con il cappio al collo. D’altronde, meglio “Morire per Maastricht”.

“Le vecchie categorie sono superate si sono manifestati in diversi Paesi con forme altrettanto diverse. È difficile dire di destra o di sinistra. Alcuni sono razzisti altri no. L’Unione Europa – ha continuato – corre il grande rischio di avere il 25% del Parlamento europeo sia composto da movimenti anti euro o anti Europa”.

Qui non c’entra il colore politico, qui conta il contrasto esistente tra la politica ultra-liberale di Bruxelles e le condizioni sociali dei cittadini. Le categorie destra/sinistra sono morte da quando il Libero mercato (egemonia dell’economia sul politico) ha preso il sopravvento. Anche Enrico Letta sembra averlo capito, e con attenta demagogia mette tutti i movimenti, indistintamente dal Paese di provenienza, nello stesso calderone (come se Alba Dorata fosse l’equivalente di Grillo, della Le Pen, o di Nigel Farage) e confondendo l’Unione Europea con l’Europa (“sono tutti contro l’Europa”, come se l’Ue fosse l’Europa!).

Di qui la chiamata alle armi: “la lotta al populismo, dal mio punto di vista è una missione sia in Italia sia negli altri Paesi”.

Da qui a Maggio dell’anno prossimo ne vedremo delle belle tra persecuzioni politiche, mediatiche e giudiziarie. Letta “il mistico” parla di missione sul giornale dei messianici. La crociata dell’oligarchia è già iniziata. ( Fonte: lintellettualedissidente)


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