Perché i tedeschi e i francesi guadagnano più degli italiani?

Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), le tasse sul reddito e i contributi a carico di un lavoratore single italiano sono pari al 29 per cento del salario lordo. Per un lavoratore sposato con un coniuge che non lavora si passa al 22 per cento. La media Ocse è rispettivamente del 25 e del 20 per cento.

 

È una delle ragioni per cui i lavoratori italiani hanno un potere d’acquisto sempre più basso rispetto ai colleghi degli altri paesi Ocse. Ma se statunitensi, canadesi, neozelandesi e messicani pagano effettivamente tasse e contributi più bassi, in Germania e in Francia si paga di più.

 

Perché allora i tedeschi e i francesi guadagnano più degli italiani? Il motivo è la differenza di produttività. Nel 2008 il valore aggiunto per occupato nel settore manifatturiero tedesco era pari a 67.490 euro. In Italia era di 51.535 euro.

 

A una produttività manifatturiera più bassa del 24 per cento corrisponde un salario lordo più basso del 22 per cento. Un altro motivo è che le nostre imprese sono più piccole. I dati Istat relativi al 2007 mostrano che le piccole imprese italiane pagavano ai loro dipendenti stipendi lordi di 17mila euro e avevano una produttività per occupato di 30mila euro.

 

Le imprese medio-grandi potevano permettersi di pagare stipendi di 30mila euro con livelli di produttività di 56mila euro per addetto.

 

I lavoratori hanno ragione a lamentarsi, perché faticano ad arrivare alla fine del mese. Ma devono ricordarsi che il motivo principale è la bassa produttività. È questo il problema da risolvere. ( Fonte: www.internazionale.it)

 Autore: Tito Boeri

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