Perché è giunto il tempo di non sopportare più...

Sopporta l'insopportabile. È questa la vera, unica malattia della politica italiana. È questo quello che, sottovoce, ti spiegano un po' tutti quelli che bazzicano per lavoro altri paesi. Quelli che parlano con chi ci guarda allibito, a bocca aperta, senza capire come riusciamo a sopportare tutto questo. Ti spiegano che in qualsiasi altro paese occidentale non sarebbe possibile (sarebbe inimmaginabile) quello che succede in Italia. Ti spiegano che le regole del buon senso, qui da noi, sono state superate da troppo tempo. E da troppo tempo siamo tutti assuefatti a una melma putrida fatta d'interessi e affari di famiglia, di ricatti e minacce, di sovrastrutture e segreti inimmaginabili. Di turpiloqui e menzogne.

 

Sopportare ciò che non si può sopportare, è questa la metastasi che sta distruggendo, giorno dopo giorno, ora dopo ora, scandalo dopo scandalo, il nostro vivere civile, la nostra speranza collettiva. Perché adattarsi ai livelli più bassi dell'onestà, della moralità, della decenza è la strada più breve per svendere se stessi, per svendere una storia e, soprattutto, per vanificare il futuro. Per vederlo distruggere da chi, oggi, pensa solo a se stesso e al proprio tornaconto. Da chi erge l'ignoranza a regola, da chi spaccia la propria sciattezza culturale per concretezza, per voglia di fare. Da chi esalta la vuotezza intellettuale come primato della gente, del popolo.

 

Se l'Italia, la nostra amata Italia, vuole provare a guarire, deve cominciare, seriamente, a non sopportare più, a indignarsi quando c'è da indignarsi, a urlare quando c'è da urlare. È una questione di patriottismo. Sì, patriottismo, quel sentimento dolce, quell'innamoramento che ci fa sperare di essere migliori di quel che siamo. Che, in fondo, ci esorta a essere migliori. È per questo, forse, che è anche da destra, soprattutto da destra, che deve arrivare la ribellione contro l'indicibile, contro l'insopportabile. È per questo che, soprattutto da destra, soprattutto dai moderati, deve arrivare un scossa morale che possa, davvero, ridare speranza a un paese triste e malato. A un paese che non spera più nella guarigione. A un paese che, imperterrito, continua a turarsi il naso per attutire la puzza delle proprie piaghe infette.
 
È per questo che soprattutto da destra bisogna cominciare a non sopportare più. Che bisogna cominciare a non scegliere il male minore. Ma il bene comune. Senza paura di un nemico assoluto che non c'è. ( Fonte: Fondazione Fare Futuro)

Autore: Filippo Rossi

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