" Perché a Renzi preferisco (e di gran lunga) Bersani " di Luciano Lanna

http://www.radiodynamo.it/wp-content/uploads/2010/09/matteo-renzi.jpgDell'antipolitica e del minimalismo propagandistico non ne posso proprio più. E mi fa incazzare tutta l'amplificazione mediatica su Matteo Renzi, una sorta di Berlusconi ven'tanni dopo. Come si fa a lasciarsi attrarre ancora dalla retorica del nuovismo, delle persone nuove, dei giovani contro i vecchi, del sottovuoto spinto di proposta politica?...

L'abbiamo già sperimentato nel biennio 1993-94: basta...! In Italia non si torna a una nuova stagione di politica, e di impegno politico, ubriacandosi nuovamente di nuovismo e di propaganda spicciola. Qui c'è bisogna di far emergere una nuova classe politica e dirigente nel suo complesso e l'anagrafe non c'entra proprio nulla. Tanto più che la transizione berlusconiana ha messo nell'ombra tutto uno spezzone (quello degli attuali quaranta-cinquantenni) che non hanno voluto imbarcarsi nella semplificazione del bipolarismo post-93. La stagione berlusconian-prodiana ha messo in prima fila spezzoni di Prima Repubblica riciclati insieme a giovanisimi rampanti, ambiziosi e arrivisti. Un'antropologia che non è stata la migliore per affrontare politicamente questi anni decisivi. Il sociologo Fausto Colombo un paio d'anni fa ha dedicato un libro alla generazione degli ex baby-boomer, gli attuali quaranta-cinquantenni, sostenendo che adesso sarebbe il loro momento. "Saremo capaci - scrive - di mettere al servizio del nostro paese e di tutti quanti il nostro entusiasmo rimasto giovane, le nostre convinzioni piantateci dentro dalla vista. Per esempio che i rapporti personali contano più del lavoro e del potere. Che si ha tutti diritto a una cultura viva e non noiosa, e che anche quella costa fatica. Che se qualcosa si rompe si può aggiustare. Che il mondo va percorso con fifucia e coraggio, senza paura del diverso, perché dovunque si trova sempre un po' di noi. Che è importante essere creativi e partecipi. Che insieme si va lontano. Eccetera. Ma noi possiamo farlo. Ne abbiamo la capacità e il profilo. Ci siamo preparati a questo per tutta la nosra particolare esistenza...". Infine, un'ultima annotazione che viene dai discorsi che faceva tanti anni fa al mio paese il geometra Domenico De Castris (detto Domenichella). "Per fare politica - ripeteva sempre - dovremmo fare gli esami a chi arriva: hai una o più lauree? hai studiato? hai gestito assemblee, magari a scuola? quante manifestazioni o conferenze hai organizzato? quante lettere hai scritto? quanti manifesti hai creato e attaccato? sai leggere criticamente i giornali? quante esperienze conflittuali hai saputo affrontare e risolvere? se vieni da più di un decennio in cui queste cose hanno finito per catatterizzare la tua via puoi anche proporti alla politica, se no dovresti essere allontano perché finiresti solo per occupare un posto e diventare uno della casta degli usurpatori". Credo che a Renzi gli vada spiegato questo. Per il resto, non vorrei personalmente finire per consolarmi ascoltando il Vasco Rossi di "Adesso che tocca a me"... ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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