" Penna stilografica, addio " di Caterina Filesi

Quando mia figlia ha iniziato a scrivere la mia preoccupazione era che scrivesse in modo ordinato, chiaro e leggibile così come io avevo imparato. Non si passa più dalle asticelle e rotondini per imparare la a e la i e così ora scrive a zampa di gallina. Ricordo che alla fine della prima elementare andai ad un colloquio con le maestre e esplicitai la mia perplessità sulla grafia.

Risposero in coro, sdegnate: Qual è il problema? Sua figlia non avrà mai occasione di comunicare scrivendo a mano.

Ora vi lascio immaginare la mia faccia davanti a tale sicumera. Mia figlia scriverà lettere e biglietti agli amici e ai fidanzati, come ho fatto e continuo a fare io…da persona che ama la scrittura con lacrime che bagnano il foglio di carta con le cifre, dopo una lite con il proprio grande amore.

C…..te! Scrive solo su internet e sul telefonino annullando tutte le vocali e quando è costretta a fare dei compiti, diversi dalla compilazione di una scheda, scrive in stampatello maiuscolo.

Mi viene da piangere, non tanto perché si perde quel romanticismo legato alla prima penna stilografica, ma perché a distanza di sette anni mi vedo costretta a dare ragione alle maestre. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

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