Peggio anche del Sudamerica: come ci guarda la prensa spagnola

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/esteri/silvio%20berlusconi%20guarda%20il%20dito_200_200.jpgAnni addietro la Spagna era un’altra cosa. La spinta riformatrice di Zapatero convinceva chiunque. Tranne gli alti ranghi della Chiesa, s’intende, e un debole Partito popolare orfano di José María Aznar. Studenti Erasmus di tutta Europa, giovani ricercatori che fuggivano dai mali cronici delle università nostrane. E poi imprese straniere e chef italiani, fino agli sfaccendati d’ogni sorta attratti dalla Rambla. Terminato il sogno, l’improvviso declino economico ha cambiato di colpo il volto del paese.

 

Crisi diffusa, disoccupazione a livelli nordafricani e pessimismo crescente hanno interrogato i giovani italiani residenti in Spagna: tornare? Macché! Vista da fuori, dicono, l’Italia sembra stare peggio. È ormai un paese che non riesce a darsi una scossa. A proposito, sono passati già due mesi da quella formale promessa del presidente del consiglio: «Ora darò una forte scossa all’economia». Calma piatta.

Sarà un fatto di rivalità, ma politica e stampa spagnola guardano con attenzione al nostro paese. Rivalità, si diceva, o forse bisogno di raccontare ai cittadini iberici che, tutto sommato, c’è chi sta peggio. Perché se l’economia va maluccio, almeno la classe dirigente socialista dà parvenza di sobrietà. Cerca soluzioni, forse per evitare il tracollo alle prossime elezioni politiche. Ma si muove. Qui, invece, l’economia dovrebbe ripartire con il processo breve. O forse con la separazione delle carriere. E il punto è proprio questo. La prensa spagnola ha descritto ai suoi lettori l’Italia. Così com’è, non come appare.

 

Miguel Mora, noto corrispondente da Roma del País (un osso duro per il premier, per ironia della sorte con un cognome a lui ultimamente molto familiare) non ha dubbi in merito alle vicende giudiziarie del nostro capo del governo e titola: «Berlusconi si assolve da solo da tutte le accuse». Ma aggiunge anche informazioni non di carattere giudiziario, quelle che normalmente fanno sorridere mezzo mondo. Mora si lascia leggere, come sempre, e spiega che Berlusconi ha approfittato dell’appuntamento in tribunale «per somministrare un meeting di corte sovversivo» al fine di attaccare magistratura e stampa. Il riferimento è chiaramente allo show organizzato dai fedelissimi con tramezzini e gassose. E con un tono che lascia intendere, il cronista spagnolo torna sull’argomento concussione: «Berlusconi continua a sostenere che pensava che Ruby fosse davvero la nipote di Mubarak». Come a dire ai suoi connazionali che in Italia c’è ancora gente che ci possa abboccare…

 

L’immagine di un paese passa anche da fatti come questo, è fuori discussione. Come quando Mora riporta la frase dell’illustre imputato rivolta al pubblico ministero, «Lei è cattivo», e la replica di quest’ultimo, «Si contenga». Il tutto mentre un ex presidente panamense si presentava innanzi a una corte penale con la grave accusa di riciclaggio di denaro. Serenamente. E parliamo di una repubblica centramericana.

El País, si sa, non ama il nostro presidente del consiglio. Ma anche sul quotidiano conservatore, El Mundo, viene descritta un’Italia un po’ farlocca. Questa volta è María Ramírez, corrispondente da Bruxelles, a spiegare l’europeismo di uno dei paesi fondatori titolando così: «L’Italia dice che l’Unione europea serve solo a dichiarare guerre e a salvare le banche». Il riferimento è all’ira di Roberto Maroni per i dubbi espressi a livello comunitario sull’idea dei permessi temporanei.

 

La giornalista spiega la contrarietà dei Ventisette ad accogliere gli immigrati africani, lasciando però intendere la debolezza di Roma in ambito Ue. Ma, aggiungiamo, la perdita dei consensi a Bruxelles va proprio riequilibrata con uno scatto di populismo in patria? Soprattutto in un paese come il nostro in cui difetta una utile comunicazione sull’importanza dell’integrazione continentale. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Eugenio Balsamo

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