PDL Lega: basta la parola. Piemonte, tangenti sanità: 5 arresti, 2 ai domiciliari

http://4.bp.blogspot.com/_noYYCHi_bwM/S4uujjrQEXI/AAAAAAAABCg/yj_C2ADWrJA/s320/2010_Elezioni_regionali_santino_FERRERO.jpgCinque arresti, due persone ai domiciliari e l’assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero indagata. E’ il bilancio di un blitz della guardia di Finanza che a Torino indaga su di una presunta vicenda di tangenti nella sanità piemontese.

 

In manette sono finiti Pietro Camerlengo, figlio di Pierfrancesco leader nel settore delle cliniche private, Piero Gambarino, Vito Plastino direttore generale della azienda sanitaria To5, Marco Mozzati dirigente ospedaliero della Dental School, e il sindaco di Cavagnolo, Franco Sampò. Domiciliari, invece, per un altro sindaco, il farmacista Marco Cossolo, fresco di elezione a primo cittadino di Carignano, e per Luciano Platter, presidente dell’associazione Titolari di farmacia della provincia di Torino.

 

Per tutti gli arrestati l’accusa è di corruzione mentre l’altra indagata, l’assessore regionale alla Sanità, è sospettata di turbativa d’asta. Dopo gli arresti sono scattate le perquisizioni, sia nelle abitazioni degli arrestati, sia in assessorato.

 

La vicenda, scrivono su Repubblica Ottavia Giustetti e Sarah Martinenghi, riguarda una serie di episodi il primo dei quali risale ”all’autunno 2010 e la figura centrale è Piero Gamabrino, consigliere di Scr, la società di committenza regionale, quella cioè che provvede a tutti gli acquisti per la sanità e per gli altri assessorati. L’ipotesi di reato è turbativa d’asta. E sono coinvolti oltre a Gambarino anche Luciano Platter, Marco Cossolo e Caterina Ferrero”. “Scr – spiega Repubblica – bandisce una gara per la fornitura di tre anni di pannoloni, dei tre lotti il primo è il principale, se serve alla fornitura ai cittadini privati per 50 milioni di euro. Il secondo e il terzo lotto sono minori e per le forniture ospedaliere. La gara è pubblica ma con delibera di giunta regionale il 23 settembre 2010 viene revocata per esigenze di revisione del servizio”.

 

Scrivono Giustetti e Martinenghi che “la motivazione per il ritiro del bando è un accordo privato tra Gamarino, Cossolo e Platter affinché il lotto 1 sia affidato alle farmacie, tra l’altro a un prezzo più alto della base d’asta. Il dirigente regionale incarica di predisporre una nuova bozza di delibera per la giunta. E l’assessore Ferrero nel mese successivo incarica di predisporre una nuova gara solo sui lotti due e tre. Ferrero è relatrice della delibera e questo costituisce un corredo inziario anche se non si può sapere con certezza se fosse consapevole di quello che il suo braccio destro aveva concordato con il presidente di Federfarma. In realtà l’accordo economico non si è mai concretizzato perché fermato dal nuo direttore generale della sanità, Paolo Monferino”. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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