Pd: volto nuovo cercasi

L’Unità ha lanciato il il gratta e vinci del candidato, fomalizzando la morte della politica delle idee. La stampa è in crisi di vendite, internet chiede click più che qualità ed allora il giornale fondato da Antonio Gramsci, un tempo il quotidiano del Pci, ha inventato un nuovo tipo di concorso per attrarre visitatori, anche se il premio previsto per i vincitori non esiste.

 

“Voi chi mettereste “in campo” nella vostra città, nella vostra strada, nel vostro condominio? Siete stanchi di delegare ai politici e vi sentite pronti a mettervi in gioco in prima persona? Invece no. Conoscete un giovane consigliere comunale che meriterebbe di dire la sua? Oppure un maturo ex compagno di scuola, una gran brava persona che si è sempre dato da fare per gli altri e che la politica ha sempre lasciato ai margini?” ha scritto Ce.Bu in un articolo dal titolo “I volti e le idee per una Italia migliore”.

 

Cosa erano i partiti? Associazioni di cittadini che sulla base di un ideale comune elaboravano un programma politico, si organizzavano, sceglievano i propri rappresentanti e si presentavano alle elezioni. Quegli ‘arcaici’ strumenti della democrazia, poi, prevedevano la selezione dei cosidetti dirigenti da parte della ‘base’ ed il controllo dell’attività di questi ultimi. Vero che esisteva il mercatino delle tessere, ovvero un sistema attraverso il quale si gestivano ‘militanti artificiali’ con lo scopo di ‘proteggere’ notabili o boss locali e nazionali, ma il principio generale aveva un senso, era comunque un meccanismo almeno formalmente democratico.

 

Poi è arrivato il bipolarismo, Berlusconi ed il partito padronale. Si sono aboliti il sistema elettorale proporzionale e le preferenze con lo scopo di assicurare la ‘governabilità’ e per ‘semplificare’. Il risultato è stato la nascita dell’oligarchia.

 

Per fare un esempio e comprendere la situazione attuale, con un ragionamento per la verità un po’ eretico, sarebbe come riformare il campionato di calcio di serie A in questo modo. Le squadre più forti sono Inter, Juventus, Milan e Roma? Allora si sciolgano le altre, si ‘accorpino’ a quelle leader e si organizzi un torneo con una regola nuova: chi ogni domenica vince facendo più gol ottiene il doppio dei punti. Per quanto riguarda i calciatori non scelgano più gli allenatori, ma solo i presidenti ed a loro insindacabile giudizio. Se qualche ‘mister’ dovesse avere intenzione di protestare, infine, lo si sbatta sui giornali ‘sputtanandolo’ con inchieste basate sul nulla e buona sera.

 

I partiti sono luoghi nel quale le idee rappresentano il denominatore comune che unisce i cittadini. E le idee sono molte, non due, tre o quattro. Ci sono popolari e comunisti, repubblicani e radicali, socialisti e liberali, ecologisti e conservatori. Potrebbero esserci persino epicurei o stakanovisti. Dieci repubblicani valgono meno di centomila radicali? In un sistema democratico certamente no, perchè le idee hanno tutte pari dignità. Sulla base della quantità dei consensi, poi, in Parlamento o nei consigli di quartiere vanno in proporzione rappresentanti delle diverse opinioni. Il lavoro di ‘mediazione’ tra le diverse forze porta alla formazione del governo, in realtà punto di incontro tra ‘differenze’ e realizzatore dello  scopo generale. Perchè rispettare la pluralità degli obiettivi è uno dei cardini dei sistemi liberi.

 

Oggi come stanno le cose? Berlusconi è il capo di un partito ed insieme ai suoi colonnelli decide chi sarà eletto. Bossi incorona i candidati della Lega. Bersani in conflitto coi suoi colleghi litiga per scegliere chi sarà scelto. Di Pietro, Casini e Panella e Bonino fanno un po’ una cosa un po’ l’altra. I cittadini ratificano.  Ma cosa pensano questi personaggi?

 

Difficile dirlo, quasi nessun italiano lo sa. E se qualcuno di loro dovesse volare in Patagonia inseguendo un amore infelice o un uccello migratore che faranno i loro partiti? Mistero.

 

Il Pd di Veltroni, insieme al Pdl del Cavaliere, ha fatto anche in modo da ‘liberare’ la scena politica dagli avversari scomodi. I due hanno inventato la ‘soglia di sbarramento’, rendendo impossibile l’entrata in Camera e Senato a chi non raggiunge una certa percentuale di elettori. Sono sparite alcune forze, che rimaste senza rappresentanza parlamentare adesso si stanno estinguendo.

 

In un quadro del genere l’Unità ha lanciato il suo ‘concorso’. Hanno scritto alcuni dei ‘concorrenti’: “Mi piacerebbe prima di tutto che ci fosse un po’ più di intelligenza vera, più onestà e più libertà. Sono tutte cose che, banalmente, trasformerebbero questo paese in un paese civile, e non nell’arena in cui tutti passano il tempo ad azzuffarsi, senza che nessuno si preoccupi di fare qualcosa per il prossimo. Chi pretende di dedicarsi agli altri lo fa per motivi personali, mentre le brave persone preferiscono farsi i fatti loro [...] Mi occuperei fondamentalmente del diritto al lavoro e della salvaguardia dell’ambiente. Intanto farei capire che questo ritorno al nucleare è sbagliato. Poi farei una campagna per impedire la privatizzazione dell’acqua e infine agirei su quello che respiriamo. Mi dedicherei molto alla lotta all’inquinamento, un tema che invece sembra del tutto scomparso dai problemi del paese”, ha sostenuto uno. Novità irresistibili, insomma.

 

Un altro ha aggiunto: “All’Italia serve un governo forte e autorevole, che consenta di attraversare questa difficile situazione. L’attuale Governo Berlusconi non è stato forte e autorevole e non lo è. Abbiamo bisogno di un esecutivo che elabori politiche economiche efficaci e che spinga il paese in avanti, e non indietro come negli ultimi anni”, altra indicazione straordinaria.

 

Ed ancora: “Cercherei di rendere la nostra democrazia una democrazia partecipativa. Cercherei di creare sempre più spazi dove ci si possa confrontare. Puntare tutto su questo dialogo, facendovi partecipare voci e idee nuove, con la più ampia trasversalità possibile. In qualche modo è quello che faccio nel mio piccolo anche con il mio blog. Da questo punto di vista la rete può aiutare parecchio”. Altra aria fritta.

 

Il Pd non ha una linea politica, è diviso al suo interno, non riesce neppure a parlare di diritti civili, diviso com’è tra componente cattolica e area laica. Da anni non si sa cosa pensi il più forte partito di opposizione su legalizzazione delle unioni, omosessualità, ricerca scientifica, legalizzazione delle droghe leggere in funzione antimafia, missioni militari all’estero, ecc.

 

Tantomeno è chiaro se il partito ritiene inderogabile la ridefinizione dei contratti di lavoro temporaneno, rendendoli possibili solo in casi specifici e comunque legati a garanzie economiche e normative di ben altro spessore rispetto ad oggi. E neanche si capisce se i ‘democratici’ vogliono davvero impegnarsi in una lotta alla corruzione che prevede non solo il sostegno all’attività della magistratura, ma anche procedure di moralizzazione rigide, non ‘giustizialiste’ o ‘garantiste’, ma inequivocabilmente efficaci per allontanare senza sconti dalla politica chi non è assolutamente trasparente.

 

Ma le idee non sono più necessarie secondo l’ex quotidiano del Pci. Oggi è sufficiente affermare che quando piove i marciapiede si bagnano per proporsi. Ed i click fioccano. Lo scopo è raggiunto.

( Fonte: inviatospeciale.com )

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