" Pane e petrolio, miscela a rischio" di Libero D'Agostino

http://media.caffe.ch/media/2011/02/8643_17_medium.jpgCereali, zucchero, riso e latte più cari che mai. La guerra del cibo sui mercati mondiali è fatta di aumenti ormai fuori controllo: più 110% il rincaro del prezzo del grano in Europa; più 87% quello del mais, del 22% lo zucchero e quasi del 60% per la soia. Percentuali, indici di produzione, listini che, incrociando domanda e offerta, brillano e oscillano senza soste sugli schermi al plasma delle grandi società di tradindg di Ginevra. La piazza delle piazze internazionali per la contrattazione della materie prime alimentari, di quelle che in gergo si chiamano commodities agricole. Qui alla Borsa del cibo, nelle sale trading di centinaia di società, ogni giorno 24 ore su 24, l'aritimetica binaria di bit e byte somma, moltiplica e divide la compravendita di milioni di tonnellate di derrate alimentari. Qui non solo si decide quello che arriverà sulla nostre tavole, ma anche quanto ci costerà. E con l'impennata dei prezzi saranno dolori.

"Ad innescare l'escalation dei prezzi ci sono due ordini di fattori che s'influenzano a vicenda- spiega l'economista Sergio Rossi-. Da una parte ci sono motivi geopolitici, condizioni meteo inclementi che distruggono le coltivazioni e l'aumento della domanda di cibo dei Paesi emergenti che provocano una rarefazione dell'offerta; dall'altra c'è una componente speculativa che sfrutta anche questa diminuzione dell'offerta". Un meccanismo che avrà un impatto micidiale sui Paesi poveri, dove oltre il 50% dei bilanci familiari è destinato all'alimentazione. "Da noi se ci sarà un aumento dei prezzi per la spesa alimentare dipenderà non tanto dai rincari delle commodities agricole- sostiene Rossi- quanto invece dall'aumento del petrolio che farà lievitare il costo dei trasporti.Certamente l'acquisto speculativo a termine di derrate alimentari farà lievitare i prezzi anche sul mercato corrente". E allora cosa fare per difendere il carrello della spesa? "Per fortuna i prezzi attualmente sono stabili, anzi per alcuni gruppi di generi alimentari sono diminuiti- dice Laura Regazzoni Meli del l'Associazione dei consumatori. Certo che se ci dovessero essere dei rincari l'unica strategia difensiva è quella degli acquisti ragionati, confrontando bene i prezzi"

In Svizzera il grosso della vendita dei generi alimentari,ricorda Rossi, passa attraverso la grande distribuzione: "Le catene commerciali, in forte concorenza tra loro, pur di fidelizzare la clientela rinunciano a guadagnare di più per contenere i prezzi". Insomma, sarà il gioco della concorrenza a raffreddare il mercato. Se questo non dovesse bastare, il consiglio dell'Acsi è di adottare una certa prudenza negli acquisti: " Ovvero non sovraccaricarsi di scorte, pensando di risparmiare, perché comportano una maggiore spesa e poi, magari, neanche si consumano" avverte Regazzoni Meli.

Se la Fao ha già lanciato l'allarme per i prezzi recordi del cibo, c'è chi punta il dito sulla speculazione internazionale che, dai prodotti finanziari oggi assai incerti, imperverserebbe ora sul commercio delle materie prime. Dalla tribuna del Forum economico di Davos il presidente francese Sarkozy ha invocato misure per normalizzare i mercati agricoli: "Contro la speculazione il presidente della Banca mondiale ha suggerito di aumentare le scorte agricole dei Paesi più esposti- ricorda Rossi-. Ma si può anche pensare di regolamentare, i mercati finaziari che trattano materie prime alimentari, come si è fatto col petrolio. Inoltre, sarebbe pure opportuna una politica di sostegno ai piccoli contadini che hanno costi fissi troppo alti per reggere sul mercato agro alimentare".

ldagostino@caffe.ch

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