" Ora e' il tempo di osare, io ci provo! " di Beppe Cremonesi

http://www.giuseppecremonesi.com/images/stories/cartina.gifIl segretario del Pd del lodigiano, Mauro Soldati, è intervenuto con un post su fb in merito ai temi che ho posto nei giorni scorsi sulla vicenda T.e.m.

Lo ringrazio per l’attenzione , nel contempo mi invita a guardare in avanti sui temi dell’uso del suolo e del futuro del lodigiano.

Bene stamani ci provo partendo dalla considerazione che in un’epoca come l’attuale bisogna avere il coraggio di osare, per trovare adeguate risposte alle problematiche del nostro tempo.

 

Ecco alcuni spunti di riflessione:

 

Le risorse per gli enti locali si riducono in modo considerevole, i primi effetti li avremo in questo 2011 e saranno ancor più evidenti nel 2012. In molte realtà si pone il il dilemma se tagliare i servizi alla persona o quelli in altri importanti settori quali la cultura, non credo che nessuno pensi all’ipotesi di nuove tasse, che poi inciderebbero sui soliti lavoratori e pensionati e non sui tanti evasori presenti nel nostro paese. Come in ogni situazione economica difficile si arriva quindi a vendere i gioielli di famiglia. Ecco che a molti amministratori non resta che vendere il nostro suolo ( uno dei veri gioielli del nostro lodigiano) per racimolare risorse. Questo e’ avvenuto e avverrà sempre più, basta avere occhi per osservare cio’ che accade lungo le principali arterie del nostro territorio. Bene fa la bozza programmatica, in vista della conferenza di fine mese del Pd lodigiano, nel porre con forza il tema dell’incentivazione al recupero delle aree dismesse, ma temo che questo non sia sufficiente se in primis chi amministra, oggi, non assume come priorità invalicabile il non consumo del suolo libero.

 

La programmazione e la gestione del territorio non può essere lasciata ai singoli comuni o al massimo alla concertazione fra gruppi di essi. Io credo che bisogna saper governare la complessità del nostro tempo su vasta scala, in quest’ottica il livello provinciale è quello maggiormente idoneo, se in grado di saper dialogare da un lato con il livello comunale e dell’altro con le altre aree vaste che compongono questo luogo del paese che si estende da Novara a Verona.

 

Vengono meno le risorse , le mutazioni demografiche, sociali e quelle indotte dal progresso tecnologico portano a porre con forza un tema non più rinviabile, che per comodità riassumo in poche parole: “ ha senso in quest’epoca la presenza nel nostro territorio di una suddivisione in 63 amministrazioni comunali?” Io credo di no, è venuto il momento di affermare che il limite minino è rappresentato da 5000 abitanti per ciascuno. Abbiamo il coraggio di proporre questa riforma, abbiamo il coraggio di far capire alla nostra gente la inderogabile necessità di superare antichi e anacronistici campanilismi all’interno delle nostre comunità?

 

Dobbiamo avere la forza di proporre stili di vita diversi, in primis rispetto alla mobilità noi dobbiamo affermare che scegliamo di impiegare le risorse per l’implementazione di quelli eco sostenibili, vale il ragionamento del post che ho citato precedentemente .

 

Oggi l’incremento dell’utilizzo delle nuove tecnologie consentirebbe a molti di lavorare a domicilio, perché non chiedere alle parti sociali rappresentanti dell’impresa e dei lavoratori di incentivare questa moderna forma di lavoro, che porterebbe vantaggi per tutti gli attori in campo, con una maggior conciliazione dei tempi di vita in primis per le donne e la riduzione consistente del traffico sulle nostre strade. Nel nostro tempo sono i dati che devono viaggiare e non più le persone per raggiungere un luogo di lavoro in cui adempiere a delle operazione, che potrebbero essere svolte anche dalla propria abitazione.

 

Ecco il coraggio di osare che i riformisti devono avere nel nostro tempo, il coraggio di proporre soluzioni, anche, scomode, che possono andare contro le antiche tradizioni.

Chi oggi non ha il coraggio, convinto che intanto la nuttata passerà, non ha compreso che siamo di fronte a una svolta epocale in cui tutti noi corriamo il rischio di divenire più poveri e marginali negli scenari del mondo che uscirà dal tempo della crisi.

Ora dobbiamo osare! ( Fonte: www.beppecremonesi.com)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog