” Opinion makers”, d`oro

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1381844565.jpgLo scandalo delle prebende per i cosiddetti "fabbricatori di opinione", lautamente pagati dal pubblico teledipendente, è sotto gli occhi di tutti, anche se tutti - o quasi tutti - volgono lo sguardo altrove.

Che sia una vergogna lo sperpero di denaro pubblico per far vegetare i cosiddetti "rappresentanti del popolo" sui loro seggioloni (ad ogni livello: dal Quirinale alla XVIII Comunità montana), è un fatto.

Ma che i teledipendenti si applichino autonomamente larghe fette di prosciutto sugli occhi per non fare 2 + 2 e contabilizzare quanto loro costa un Fazio (un milione e ottocento euro l'anno) o quanto poteva costare un Crozza alla Rai (5 milioni in 3 anni più 450 mila euro per ogni 22 o giù di lì puntate) è lo scandalo nello scandalo.

Si tratta di denaro forzatamente estorto con il canone dalla Rai (in perenne deficit: 200 milioni circa l'ultimo dato annuale), dove a fronte di 8000 dipendenti fioriscono "collaborazioni esterne" lautamente retribuite.

Il colmo è che una gran parte dei cittadini-vittima si dichiari anche contento dell'estorsione. Il leit-motiv - sapientemente inoculato dai vari portavoce della baracca - è che, per esempio, se Vespa o Fazio rappresentano il comune sentire degli spettatori allora è giusto che siano così ben retribuiti.

Una falsità, un'ipocrisia iniettata a bella posta. E' evidente come costoro - i Fazio, i Vespa e tutti i loro consimili - non "interpretino" affatto il cosiddetto comune sentire, ma siano i marchettari, gli "opinion makers" di regime.

E Beppe Grillo lo ha spiegato con dovizia.

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