Oltre il PIL: il benessere come fattore totale

Che cos’è che andiamo cercando tutti, ogni giorno della nostra vita? Senza distinzione di genere, condizione sociale o appartenenza etnica, l’orizzonte che inseguiamo è uno solo: la felicità.

Una parola grossa, direte voi. Se allora cominciamo ad esaminare le nostre vite da una prospettiva più concreta, troveremo subito un fattore che determina fortemente le condizioni in cui viviamo: il luogo in cui siamo nati o abitiamo, in poche parole la nazione di appartenenza.

Secondo l’economia tradizionale, c’è un indice che misura la felicità di una nazione: il PIL, Prodotto Interno Lordo, o GDP, per dirla in modo internazionale.

Il PIL è un indicatore della produzione e delle attività di mercato di un paese: ma ci dice davvero se quel paese è felice? Per esempio i dati dimostrano che dopo un terremoto o un conflitto bellico il PIL aumenta: ma naturalmente la popolazione non si trova in una condizione di felicità, né di benessere.

Il PIL non basta: come è possibile dunque costruire un indicatore del benessere generale di una nazione? Se ne è discusso al secondo International Forum on Food & Nutrition, organizzato da Barilla a Milano: in una gremita Aula Magna dell’Università Bocconi, è stato presentato l’Indice di Benessere elaborato dal board d’eccellenza del Barilla Center for Food & Nutrition.

Il Professor Jean-Paul Fitoussi, Presidente dell’Observatoire Français des Conjonctures Economiques e membro del Barilla CFN, ha illustrato un Wellbeing Index, che prende in considerazione tutti gli aspetti della vita dei cittadini e di un paese: dal benessere psico-fisico a quello sociopolitico, dall’aspetto educativo a quello comportamentale, dalla prosperità economica a quella ambientale.

Tutti questi fattori devono essere considerati nella misurazione del benessere di un popolo, perché la nostra vita è fatta dinamiche personali e interpersonali, da stili di vita e da fattori prettamente economico-finanziari: la risultante di queste forze che interagiscono rivelerà quanto stiamo bene nel nostro microcosmo.

Una città intelligente è anche questa: una comunità che si prende cura dei suoi cittadini da ogni punto di vista, riconoscendo che ogni persona è un individuo molto complesso, fatto di tante esigenze che reclamano soddisfazione.

Affermare il valore dei cittadini e il loro diritto alla felicità: benvenuti nella smart city. ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

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