“Occorre” acquistare gli F35, le bare volanti

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1372265462.jpgI partiti di maggioranza presenti alla Camera sono riusciti a trovare un accordo sulla spinosa questione degli F-35.

Cacciabombardieri al centro di un programma di acquisto pluriennale in cui il nostro Paese si è impegnato solennemente, con una serie di decisioni prese all’epoca del primo governo D’Alema. (Ma anche un programma abbandonato da altri partners europei...)

A riferire della nuova armonia tra Pd, Pdl, Scelta civica ed alcune componenti del Misto è stato Loreno Dellai, capogruppo dei montiani a Montecitorio.

Il documento arriva dopo la lunga mediazione orchestrata da Gian Piero Scanu, capogruppo del Pd in commissione Difesa ed ex sindaco di Olbia.

“Non esistono alternative agli F35 per il nostro sistema di difesa aerea e il nuovo velivolo rappresenta la spina dorsale nei prossimi 20 anni per la nostra Aeronautica militare. Qualsiasi altra soluzione non è risolutiva”, questa l’ “autorevole” opinione del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa nel corso di una audizione presso le Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato.

L’alto ufficiale ha poi ricordato che “siamo stati gli ultimi a dismettere gli F104”. Questo mentre gli F-35 “garantiranno l’interoperatività”.

Il Capo di Stato Maggiore ha poi ricordato che l’Italia è “socio fondatore dell’impresa F35” visto che “oggi non è pensabile che un velivolo di così alta tecnologia sia sviluppato da un solo paese” mentre sono molte le aziende nazionali coinvolte nel progetto come l’Alenia oltre ad altre 40 aziende piccole e medie.

Preziosa ha, quindi, ricordato che inizialmente gli F-35 che il nostro paese si era impegnato ad acquistare erano 131 con un totale di 109 macchine da assegnare all’Aeronautica militare, che avrebbe comportato la riduzione del 50 per cento dell’attuale forza aerea. Oggi, con la riduzione a 90 F35 questa riduzione ammonta al 75 per cento.

Così, ha aggiunto, “non andremo a coprire il buco che si formerà e scenderemo molto nella capacità operativa”.

Un “buco operativo”, si è rimarcato, a cui “nel periodo tra il 2018 al 2022 non si sa come porre rimedio” con piloti costretti a terra dai 6 ai 10 anni.

La “sospensione” chiesta da Sel, parte del Pd e M5S non sarà dunque praticata.

Il governo della colonia “deve” comprare gli F35 e spendere subito (salvo sicure “rivalutazioni”…) oltre 12 miliardi di euro.

E dire che i prototipi dell’ “efficientissimo” cacciabombardiere non hanno superato le prove tecniche di rodaggio, che gli stessi ufficiali piloti nordamericani che hanno testato l’apparecchio hanno scritto, nero su bianco, un “Rapporto” criticissimo sulla nuova macchina da guerra.

Un rapporto che riporta, testualmente: l’F35 “non ha retrovisibilità”, “con questo aereo ci abbattono subito: rischiamo di essere presi a cannonate in ogni momento”, “ingombro in cabina di pilotaggio che impedisce visibilità e sopravvivenza durante le azioni contro bersagli a terra o negli scontri in cielo”, “difficile individuazione dei bersagli quando in movimento”, “due volte fuoriuso nelle prove”, “capricci nella gestione dati trasmessi al casco”, “gli schermi palmari distraggono l’attenzione”… e così via.

Ma è tutto inutile.

Un paese a estrema sovranità limitata non può permettersi di dire addio ai suoi “committenti”. E agli appalti relativi. ( autore: Matteo Mascia)

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