Nucleare: 10 mila esperti in 10 anni per il ritorno dell’atomo in Italia

Per il ritorno all’atomo in Italia si parla di 10.000 esperti in 10 anni per coprire le necessità del programma nazionale. Dall’altro l’Agenzia per la sicurezza nucleare ha completato la rosa dei commissari con l’approvazione della nomina del quinto membro, il viceprefetto Stefano Laporta, da parte delle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente di Montecitorio.

Ed è anche emersa l’ipotesi di istituire la sede dell’Agenzia a Roma. Per la realizzazione completa delle intenzioni ‘atomiche’ italiane, e cioè di 8 reattori suddivisi in quattro centrali di terza generazione, secondo un’analisi dell’Enea serviranno 10.000 esperti in 10 anni: la distribuzione per settore delle esigenze formative indicano che un 60% di addetti dovranno essere dedicati alla costruzione, un 25% alle operazioni e un 15% alla produzione.

Per ogni centrale Epr (una delle tecnologie considerate) serviranno non meno di 2.500 addetti per anno (circa 800 per la gestione). Sul fronte universitario si stimano circa 1.000 laureati ‘nucleari’ per centrale. E secondo Francesco De Falco, amministratore delegato di Sviluppo nucleare Italia (la joint venture costituita da Enel ed Edf) con ”i cantieri, nei momenti di punta, si arriverà a circa 3.000” persone impegnate a centrale, e si potra’ contare anche sulle imprese, circa 500, che hanno manifestato interesse.

Il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe Pizza ha ricordato come si debba ”incrementare la formazione nelle università”. Intanto, con il voto favorevole delle commissioni riunite della Camera (63 ‘sì e 6 ‘no’) sulla candidatura di Laporta, molla gli ormeggi l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Soddisfatto il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: ”Ora finalmente l’Agenzia partirà. Questa volta il candidato era evidentemente quello giusto”. Mentre, a caldo, Laporta si dice ”onorato della fiducia ricevuta dal Parlamento” e l’ Associazione italiana nucleare parla di un ”passo decisivo”.

Ora il consiglio direttivo dell’Agenzia è completo: Laporta si aggiunge agli altri tre commissari (Maurizio Cumo, Marco Ricotti, Stefano Dambruoso) e al presidente Umberto Veronesi. Adesso, per rendere effettive le nomine dei componenti, sara’ necessario un decreto del presidente della Repubblica. Per quanto riguarda la sede dell’Agenzia, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia si fa sostenitore della ”necessita’ che la sede sia a Roma”.

E a proposito del voto referendario abrogativo sull’atomo, Saglia pensa che dovrebbe eventualmente svolgersi dopo ”le amministrative” dei primi di maggio. Sul fronte più tecnico, la Società di gestione degli impianti nucleari (Sogin), ha sottolineato l’importanza dell’ Agenzia per la sicurezza nucleare in vista della validazione delle aree idonee per il parco tecnologico (al cui interno è previsto il deposito di rifiuti radioattivi) contenute in uno studio che dovrebbe averne individuate circa una cinquantina. A questo proposito l’amministratore delegato, Giuseppe Nucci, ritiene che quella di Sogin possa essere soltanto una ”proposta” (si parla di una struttura modulare da 150 a 300 ettari per un investimento di circa 800 milioni) in cui mandare tutti ”i rifiuti di prima e seconda categoria, e soltanto temporaneamente quelli di terza”. ( http://www.blitzquotidiano.it)

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