Non sono capaci di pensare ad altro che alla modifica della Costituzione?

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/economia/costituzione-della-repubblica_200_200.jpgÈ stata ribadita ieri la proposta formulata nel corso della conferenza stampa, presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, dal ministro Giulio Tremonti in merito alla modifica dell'articolo 81 della Costituzione. Secondo la sua autorevole opinione il dettato costituzionale dell'articolo "incriminato" non avrebbe più funzionato da un certo punto in poi e, fatto ancor più grave, continuerebbe a non funzionare.

 

In altre parole, ecco servito su un piatto d'argento il "capro espiatorio" sulla genesi del debito sovrano. Peraltro, come se la modifica della Carta costituzionale fosse un'operazione che si può fare in quattro e quattr'otto, quando, al contrario, richiede tempo e con il rischio che, a modifica approvata, la situazione è peggiore di quella attuale e si dovrà prendere atto che la causa non era imputabile agli errori fatti all'epoca dall'Assemblea costituente, ma vanno ricercati nell'attuale legislatura.

 

Eventualmente, se proprio non si può farne a meno, sotto esame potrebbe finirci solo il comma 4, che recita: «Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte». Infatti, ogni norma che prevede un'incremento di spesa, generalmente sottovaluta il fatto che mentre la spesa ha una sua dimensione monetaria "certa", il mezzo per farvi fronte, ossia l'entrata, è per definizione "incerta".

 

Non pare, quindi, necessario modificare alcun articolo. Quello che manca nelle disposizioni licenziate dal Parlamento è il senso di responsabilità che le accompagna. In altre parole, sarebbe opportuno indicare con assoluta chiarezza il soggetto al quale rivolgersi per chiedere la rifusione del danno prodotto all'Erario qualora quell'entrata presunta (e "incerta" nel suo ammontare) non abbia generato sufficienti risorse per finanziare quella spesa ("certa" nella sua entità) prevista dalla legge.

 

In questo caso, il responsabile di quel provvedimento dovrà mettere sul piatto della bilancia se l'effettiva utilità di una proposta di legge produrrà più benefici rispetto alle finalità, intese nel più ampio significato del termine (e chi vuole intendere, intenda), che con quella norma di vorrebbe realizzare. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Emanuele Costa

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