" Non più due poli e due punti di vista: ora gli elettori creano le alternative " di Federica Colonna

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica5/dx-sx_200_200.jpgJohn Huntsman, repubblicano moderato amato dai democratici e esemplare governatore dello Utah, Stato considerato dal centro di ricerca Pew come il meglio amministrato degli Usa, potrebbe essere il simbolo della contemporaneità. Il punto di incontro tra i due mondi politici americani piuttosto che quella di George W. Obama, sintesi mitologica tra i due presidenti cui molti analisti e commentatori fanno riferimento per sottolineare il carattere di destra di certe scelte dell'attuale amministrazione statunitense, potrebbe avere la sua faccia. La terza via al di là dell'Oceano? Forse.

 

Gli americani, però, sembrano volere di più se l'associazione Americans Elect sta conducendo una agguerrita campagna di raccolta firme online per selezionare dal basso il nome di un candidato né democratico, né repubblicano, ma esponente delle persone. Come se la politica a due colori non bastasse più per rappresentare le attese, le speranze e le paure dei cittadini. Nemmeno là dove la scelta binaria pareva il sancta sanctorum della efficienza e della qualità politica.

 

Anche il Regno Unito, l'anno scorso, ha lanciato un segnale nella stessa direzione: la presenza dei lib-dem nel governo Cameron è frutto di una mutazione nelle aspettative degli elettori, i quali non s'accontentano più della scelta binaria. Cosa sta accadendo? Il mondo comincia a camminare sicuro sulla strada della terza via?

 

La Repubblica, con un articolato iter nella filosofia politica più recente, risponde di sì. Almeno dal punto di vista culturale. Internet ha dato il colpo di grazia all'epoca moderna, è cambiato il format cognitivo con cui guardiamo alla realtà. Il grande cambiamento avviene sempre quando la storia si trova di fronte a una innovazione tecnologica in grado di prendere piede e di incidere nelle abitudini delle persone. Arrivano, a un certo punto del percorso dell'umanità, i barbari a scompigliare le carte e da pionieri spaventosi e inascoltati diventano i promotori di un linguaggio e di una cultura nuova, prima elitaria poi di massa. Con la Rete è finito il mondo delle contrapposizioni e tutta la conoscenza è organizzata per link. Le ripercussioni sul piano politico sono sconvolgenti. Che senso hanno i partiti? Cosa significa essere di destra di sinistra? L'unica opzione possibile è nei nuovi poli: luoghi aggregatori di stimoli e idee nei quali i leader si facciano promotori di una sintesi valoriale. Non più, quindi, sinistra, destra e centro, perché sono solo indicazioni geografiche. Il posizionamento dei movimenti politici non si definisce per la disposizione su uno spazio dato, certo, in cui le coordinate sono stabilite e riconosciute come tali. Al contrario, il posizionamento è dato dalle parole chiave cui ci si ispira e che diventano i parametri per fare una scelta. Per esempio, si può dire se la battaglia per le coppie gay è di destra o di sinistra? O forse è più giusto indicarla come una lotta di laicità? Oppure si può fare la stessa cosa rispetto ai diritti etici, alle politiche economiche, alla scelte nel merito delle relazioni internazionali?

 

Ecco, il mondo, allora, s'è incamminato sulla strada non della terza via, ma del “cammino multiplo”, dove esistono solo i partiti non-partiti, galassie di valori, dove ogni stella è un'idea, scevre dall'ideologia e dall'appartenenza a una famiglia politica. Ognuno, ogni elettore, prenderà singole parti, costruirà la propria via lattea: la politica diventa un palinsesto personale. Attraverso un parallelismo con i media, si potrebbe dire che finora la politica è stata televisiva: il duopolio centrosinistra e centrodestra come quello Rai e Mediaset, un palinsesto di valori rigido e ideologico, come la sequenza di trasmissioni in una giornata catodica. È il momento che diventi internettiana, che ragioni per link.

 

Per tutte queste ragioni, per la ritrosia ad accettare il mutamento come se gli attuali partiti fossero l'Agcom della politica, che applicano vecchie regole al mondo nuovo, lo schianto dell'attuale sistema sarà più fragoroso di Tangentopoli. A condurlo, infatti, non sarà la magistratura, cioè un soggetto comunque operante all'interno del contesto condiviso e in competizione binaria, da duopolio, in un certo senso, con la politica corrotta. La mutazione è più profonda, culturale, complessiva, non c'è nemmeno più un campo di battaglia definito, chiaro, in cui ci si può fronteggiare. La politica ha paura, non vuole capire che la cultura e la tecnologia ci hanno già portato nel mondo post-binario, proprio là dove i nostri partiti non sanno e non vogliono andare. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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