Negozi aperti il 1° maggio, sciopero anche a Milano

http://www.balcanicaucaso.org/var/obc/storage/images/aree/croazia/primo-maggio-di-lotta/235616-3-ita-IT/Primo-maggio-di-lotta1_large.jpgÈ ormai scontro aperto tra sindacati, commercianti e amministrazioni locali sulla deroga alla chiusura degli esercizi per il 1° maggio. Tant’è che dopo Firenze, anche le organizzazioni sindacali di Milano hanno proclamato uno sciopero per la festa dei lavoratori. Il Comune "con quattro giorni di preavviso - viene sottolineato in una nota - cambia una decisione presa a novembre 2010, quando il tavolo di consultazione previsto dalla legge regionale aveva visto d'accordo tutte le parti coinvolte, comprese Federdistribuzione e Unione del Commercio, nel confermare la chiusura dei negozi per il primo maggio a fronte della possibilità di tenere aperto la domenica successiva. Alla luce della nuova delibera le aperture domenicali nel mese di maggio saranno tre (l'1, l'8 e il 15) perché il primo maggio è stato scambiato con il 2 ottobre, ferma restando la possibilità di tenere aperto tutte le domeniche per i negozi del centro storico".

Per questo Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono la decisione del Comune “un atto grave, arrogante e sbagliato, uno sfregio alla Festa del Lavoro e alle lavoratrici e ai lavoratori”.

Scontro Moratti-Camusso

E pensare che il sindaco Letizia Moratti si era detta "meravigliata" per la reazione dei sindacati, sostenendo che la scelta di consentire l'apertura dei negozi è un modo per tutelare il lavoro.

Una motivazione contestata dal leader della Cgil, Susanna Camuso: "Ciò che è assolutamente stravagante, in tutta questa polemica, è che si vorrebbe sostenere che il calo dei consumi nel nostro paese sia determinato dal fatto che non si aprano i negozi nei 5 giorni festivi dell'anno. Il calo dei consumi è determinato invece dal fatto che i lavoratori e i pensionati hanno sempre meno risorse e quindi riducono la loro attività".

Firenze, la Regione in soccorso dei sindacati

Trovano una sponda nell’amministrazione regionale i sindacati di Firenze, in rotta col sindaco Matteo Renzi. In futuro la festa dei lavoratori sarà infatti "blindata". Natale e il 1° Maggio saranno festività certe, con tutti i negozi chiusi. La giunta regionale sta infatti finendo di lavorare a una proposta di legge per farle diventare intoccabili, immuni anche da concertazioni.

Polemiche anche a Roma

Gli scontri sulla deroga alla chiusura riguardano anche altre città italiane. A Roma, che in quel giorno aspetta l'arrivo dei pellegrini per la beatificazione del Papa, è scontro fra commercianti e sindacati. La Cgil invita i negozianti alla serrata di "disubbidienza" perché la Festa del lavoro "va rispettata". "Abbiamo dato indicazioni ai lavoratori degli esercizi commerciali di non presentarsi il Primo maggio", ha detto ieri il segretario generale della Filcams-Cgil di Roma e Lazio Vittorio Pezzotti.

Immediata la replica di Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio romana: "La dichiarazione di Pezzotti è di una gravità assoluta". Perciò Pambianchi invita "i titolari degli esercizi commerciali ad adottare con la massima intransigenza, laddove ricorrano i presupposti, tutti i provvedimenti previsti dalla normativa contrattuale contro coloro che non si recheranno domenica al lavoro".

Bologna, gli esercenti non vogliono straordinari

Anche Bologna non è esentata da questo scontro. Da una parte c'è la richiesta del Comune di lasciare le saracinesche alzate "per aiutare la ripresa dei consumi".

Dall'altra il sindacato, convinto che il giorno della Festa dei lavoratori i dipendenti debbano restare a casa o andare in piazza. Fra i due contendenti ci sono i commercianti bolognesi che quest'anno sono meno disponibili dell'anno scorso a fare gli straordinari.

Si litiga anche a Torino

E si litiga anche a Torino, dove l'assessore al Commercio Alessandro Altamura ha deciso: "Serrande alzate, siamo una città turistica e ci sono le celebrazioni dei 150 anni".

Ed così pure nel capoluogo piemontese la Cgil è scesa sul piede di guerra. "Non siamo affatto d'accordo con la decisione dell'assessore Altamura - dice la segretaria generale della Filcams-Cgil Torino, Elisabetta Mesturino. - e lo inviteremo a ripensarci".

( Fonte: www.ilsalvagente.it)

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