" Né destra né sinistra: ora pensiamo all'Italia" di Filippo Rossi

http://www.ilculturista.it/cultura/wp-content/uploads/leftrightbrain.jpgNé di destra, né di centro, né di sinistra. Gianfranco Fini, chiudendo a Roma la convention del Terzo Polo, ha fatto chiarezza. Ha spazzato via ogni riferimento sterile e autoreferenziale a presunti orticelli identitari e immaginari “elettorati di riferimento”, indicando l'unica geografia possibile su cui innestare questo nuovo progetto politico.

La strada della “trasversalità”. La strada del patriottismo, dei valori non declamati ma declinati. Decoro, senso dello Stato, lavoro, solidarietà, diritti, dignità, legalità. È – ha spiegato il presidente della Camera – l'Italia vera, onesta, profonda, l'Italia dei nostri padri. Un'Italia allergica alle ideologie e affamata di normalità. Affamata di soluzioni, soprattutto.

 

Certo, è giusto ricordare che la nascita di Fli è stato un atto necessario per salvare il “buon nome” della destra, di quella destra che oggi ricorda Indro Montanelli, di quella destra che un anno fa ha scelto di ribellarsi alla trasformazione in caricatura di un intero patrimonio ideale e culturale, di quella destra che ha dimostrato di non essere in vendita. Ma adesso, in questa fase tumultuosa di disfacimento del berlusconismo e della Seconda Repubblica, l'unica possibilità è guardare avanti.

 

E per riuscire nella titanica impresa di salvare la buona politica dalla (giusta) battaglia popolare contro le caste che si respira ormai nel paese, l'unico mezzo utile è un grande polo della nazione. Un progetto di “responsabilità” che non sia ideologico ma che parta dal basso, che non si avviti su postulati ideologici e crociate dal sapore novecentesco per rispondere invece alle esigenze della modernità. Povertà, precarietà, globalizzazione: sfide talmente grandi da distruggere tutti i recinti e gli schemi validi fino a ieri. È in gioco – come ha detto Fini – la possibilità di avviare un vero “riscatto nazionale”. Poi ci sarà tempo di disegnare le nuove mappe della politica e di impostare una vera democrazia dell'alternanza. Per ora, iniziamo tutti a liberarci di qualche coperta di Linus, provando a pensare – almeno per una volta – al bene del paese. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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