" Napolitano, che figuraccia!" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

http://www.ipnotik.com/wp-content/uploads/2011/08/gheddafi_napolitano.jpgSi dice che anche i Papi ed i Re siano persone umane, con i loro difetti e le loro debolezze, figuriamoci quindi i Presidenti della Repubblica, che non hanno avuto l’investitura della loro carica da divinità superiori, bensì da ben più miseri Deputati e Senatori.

 

Non vogliamo così essere poco indulgenti con colui che, nel nostro Paese, riveste questa carica, siamo persone tolleranti e perdoniamo quasi ogni genere di errore … quasi, però!

 

Ci sono infatti dei comportamenti che, seppur connaturati al genere umano, risultano assolutamente inaccettabili, soprattutto per un Capo dello Stato.

 

Come noto il nostro Presidente della Repubblica non viene scelto direttamente dal popolo, bensì indirettamente dai rappresentanti democraticamente eletti in libere consultazioni democratiche.

 

Colui che viene insignito della prima carica della nostra Repubblica oltre agli onori, ha ovviamente diversi obblighi, e fra questi uno è certamente il più importante ed imprescindibile, cioè quello di  essere il Presidente di TUTTI GLI ITALIANI.

 

E’ in ciò, che trova un senso l’ordinamento Costituzionale italiano, visto che il Presidente del Consiglio, pur essendo espressione di una maggioranza, è essenzialmente “di parte”, il suo Governo deve avere una “garanzia” che per sua natura risulti assolutamente “super partes”, e questo ruolo è affidato proprio al Presidente della Repubblica che, non a caso, è anche a capo delle nostre Forze Armate e del Consiglio Superiore della Magistratura.

 

Peccato mortale, quindi, per il Capo dello Stato, è quello di mancare a quest’obbligo di “imparzialità” e “garanzia”.

 

Ora Napolitano già nell’imminenza della chiusura della campagna elettorale aveva avuto delle uscite a dir poco infelici, ma forse ancora “al limite”.

 

Egli infatti aveva avuto parole caustiche e sferzanti nei confronti dell’anti-politica. Ora tutto questo rientrerebbe nella logica e nella normalità, risultando una specie di difesa d’ufficio per colui che è emanazione stessa della classe politica, ma nella fattispecie, ed era chiaro a tutti, con il termine “anti-politica” si sottintendeva uno specifico partico politico (o, come loro preferiscono definirsi, un Movimento) che si presentava con tutte le carte in regola alla consultazione democratica.

 

Giocando quindi sul fatto che questo Movimento politico non veniva mai citato, il Presidente è risultato “borderline”, la sua è sembrata a molti, se non a tutti, una “entrata in campo” inaccettabile in una democrazia compiuta, ma gli è stata perdonata.

 

Ora però il segno è stato ampiamente superato, quando, intervenendo a margine dell’inaugurazione di una mostra sulle Poste italiane, Napolitano ha definito la consultazione elettorale un “test piuttosto circoscritto, perché il numero degli elettori non era grandissimo”.

 

INAUDITO

 

Per il Presidente della Repubblica Italiana, il voto democratico di dieci milioni di suoi cittadini conta nulla o quasi!!!

 

Il perché di una simile sconcezza risulta chiaro dopo, quando, sollecitato ad esprimere un’opinione sul boom del Movimento 5 Stelle, lo stesso Napolitano rispondeva beffardamente che: “Di boom ricordo quello degli anni ’60, altri non ne vedo”.

 

Quindi è tutto chiaro, il nostro Presidente della Repubblica giudica poco significativa una tornata elettorale … in base agli esiti della stessa!!!

 

Vuoi vedere che se avesse avuto un boom di voti il suo Partito Democratico, queste elezioni sarebbero diventate improvvisamente molto importanti ed una prova di maturità del popolo italiano?

 

Ma torniamo a noi, caro Presidente di TUTTI gli italiani, da cittadino (non votante poiché il mio comune non era chiamato alle urne) io ritengo che lei abbia ora una sola scelta, la invito quindi a chiedere immediatamente  scusa al popolo italiano per le sue dichiarazioni che non sono risultate “super partes”, le chiedo inoltre, per il futuro, di essere più prudente nelle esternazioni prima e dopo una consultazione elettorale.

 

Non riuscirei assolutamente  a sopportare l’idea, dopo tutto il sangue versato dai nostri padri per costruire uno Stato democratico, di scoprire che tutto ciò non sia servito a nulla!

Giancarlo Marcotti

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