Morte e desolazione sono una conseguenza dell’euro

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1332527452.jpgLa luce in fondo al tunnel più volte prospettata da Monti, da Draghi e dai sinistri non si vede proprio. La crisi sta uccidendo migliaia di imprese e sta portando tanti lavoratori al suicidio e alla disperazione. Anche la vicenda della Indesit testimonia la gravità della situazione. Fabriano, la città delle cartiere, è stata attraversata da migliaia di persone, tra dipendenti della Indesit e semplici cittadini, in segno di protesta contro i licenziamenti e il piano di riorganizzazione dell’azienda.

La paura di un’altra chiusura dell’azienda leader nel settore degli elettrodomestici preoccupa non poco i lavoratori. Il passo dal pagare il mutuo al pignoramento della banca è piuttosto breve. Lo spauracchio di restare senza più un reddito e di non poter più far fronte alle spese quotidiane di una famiglia accompagna ormai le notti di tanti lavoratori. E’ il caso di tante aziende che con l’avvento della globalizzazione e soprattutto dell’entrata nella moneta unica non sono più in grado di reggere. Oggi è il caso della Indesit. Fabriano è una ridente cittadina delle Marche piena di risorse e voglia di fare. Purtroppo questa crisi sta piegando anche l’ottimismo. E così non resta che manifestare la propria rabbia con la speranza di conservare qualche posto e di portare a casa uno stipendio. La città si è stretta attorno ai dipendenti della Indesit in odore di licenziamento. Le tante saracinesche abbassate sono un segno di solidarietà verso queste persone che rischiano di restare senza lavoro.

“Io sono del settore pubblico -spiega una donna- ma sono qui, perché qui è in gioco il futuro di Fabriano, il futuro dei nostri figli”. Oltre che agli operai e ai colletti bianchi c’era pure tanta gente comune, accompagnata da figli e anche dal proprio cagnolino. Al baratro delle aziende e dei lavoratori ci hanno portato i vari passi fatti nel tempo dai governi di centrosinistra e di centrodestra. E la colpa è di tutti, compresi gli ipocriti di Sel. Come si sa l’azienda ha annunciato più di 1400 esuberi e questo vuol dire distruggere i sogni di tante famiglie. “I lavoratori dell’Indesit anche se amareggiati non sono rassegnati, non ci fermeremo finché non avremo qualche spiraglio”, questa la promessa di uno dei tanti dipendenti. Anche se la famiglia Merloni, proprietaria dell’azienda, tende a tranquillizzare negando la voglia di delocalizzare le preoccupazioni rimangono. E le dichiarazioni di un delegato Rsu sono eloquenti: “La famiglia Merloni parla tanto di responsabilità sociale, ma questa è una strage sociale”.

Purtroppo è un dramma ormai quotidiano.

E la colpa maggiore è di chi ci ha portato nell’euro del disastro sociale. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=21978#sthash.k7nw4CBU.dpuf

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