Monti metterà in vendita l’Italia

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2012/06/italia.jpgCon il DL Sviluppo lo Stato sarà più leggero, tra privatizzazioni, liberalizzazioni e licenziamenti
Monti metterà in vendita l’Italia
di: Andrea Angelini fonte: www.rinascita.eu

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per lo sviluppo sul quale Mario Monti e Corrado Passera hanno puntato tutte le loro carte e tutte le loro speranze per rilanciare un’economia nazionale che hanno affossato con misure all’insegna delle tasse e del liberismo selvaggio, tali da accentuare le manifestazioni di quella recessione nella quale già da anni eravamo immersi. Un decreto corposo fatto di 61 articoli tra liberalizzazioni, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico.
Con l’intenzione dichiarata di rendere lo Stato più leggero come invoca da sempre la canaglia liberista. E con una raffica di licenziamenti.


Si tratta, ha sostenuto l’ex consulente di Goldman Sachs e di Moody’s, di interventi coordinati e di forte impatto per la riduzione del peso dello Stato. E’ stato così deciso di cominciare dal vertice del governo, diminuendo le spese di Palazzo Chigi per spingere i ministri a varare misure di contenimento delle strutture e della spesa che comporteranno in pochi anni risparmi per 30 miliardi.
Per quando riguarda il ministero dell’Economia, ha messo avanti le mani Monti, l’operazione è più complessa. Questo perché, diciamo noi, quel Ministero controlla il Tesoro e quindi controlla direttamente o indirettamente non soltanto il patrimonio immobiliare pubblico ma le società ancora a partecipazione dello Stato, come Eni, Enel e Finmeccanica. Quelle che la finanza anglofona, che specula contro i titoli pubblici italiani vorrebbe, che fosse messa in vendita.
Abbiamo preso provvedimenti, ha testualmente detto Monti, “che vanno nel senso della dismissione di pezzi del patrimonio pubblico, nel senso della privatizzazione”. Provvedimenti che sono “molto incisivi per quanto riguarda il contenimento delle strutture”. Così, “componenti storiche dell’attività dello Stato vengono soppresse come tali e le loro funzioni vengono accorpate con quelle di altre agenzie”. Oltre a questo “ci sono provvedimenti significativi sulla riduzione degli organici”. Quindi, meno dipendenti. Vi sarà insomma “l’alleggerimento dello Stato per quanto riguarda sia il perimetro delle sue attività sia e soprattutto il costo della sue attività”.
Il decreto movimenterà 70-80 miliardi di euro tra risorse e investimenti. Fiore all’occhiello sarà l’Agenzia Italia digitale, che sostituirà le strutture esistenti nella pubblica amministrazione e che diventerà motore dei progetti per la modernizzazione dell’apparato pubblico. Ci saranno poi un fondo per la crescita sostenibile, un piano nazionale per la riqualificazione delle aree urbane, un fondo per la distribuzione di alimenti ai poveri, l’aumento dal 36% al 50% della quota di detrazione Irpef per le ristrutturazioni, fino al 30 giugno 2013. E dulcis in fundo, i costruttori, per 3 anni, non dovranno pagare l’Imu sugli immobili realizzati e destinati alla vendita.

Fonte: www.stampalibera.com

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