Monti come Berlusconi: meno tasse per tutti

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Con l’avvicinarsi delle elezioni i politici e i tecnocrati in corsa scoprono il fattore P, ossia il Portafoglio. L’ex Goldman Sachs annuncia la vendita futura del “patrimonio mobiliare dello Stato”. Quindi, le azioni di Eni, Enel e Finmeccanica

Tutti i politici in gara nelle elezioni politiche sono consapevoli di come la pressione fiscale sia salita ad un livello insopportabile per i cittadini e per le imprese. Per tale motivo hanno deciso di cavalcare lo scontento generale e trasformarlo nel proprio cavalo di battaglia. Dopo la Corte dei Conti che aveva avvertito come le tasse troppo alte frenano la crescita e diffondono povertà, Monti e Bersani hanno promesso, ognuno a suo modo, una riduzione progressiva del peso del fisco. E su questa strada si sono messi a traino di Berlusconi che da anni ne ha fatto il punto centrale del suo programma politico senza peraltro fare seguire le parole ai fatti. La stessa abolizione dell’Ici è stata infatti vanificata dal sì votato dal centrodestra all’introduzione dell’Imu da parte del governo Monti. Un sì espresso anche dal PD di Bersani e dall’UdC di Casini.
Così, le ultime settimane di campagna elettorale stanno evidenziando una corsa frenetica a coccolare il portafoglio dei cittadini. Monti ha promesso che l’Iva non aumenterà (sai che concessione visto che ora sta al 21%) e che Irpef, Imu e Irap saranno abbassate. Il Cavaliere da parte sua, non potendo alzare più nulla, e volendo continuare a fare il grandioso, ha garantito che nei prossimi 5 anni creerà ben 4 milioni di nuovi posti di lavoro. Lo aveva già fatto nel 2008 ma poi la crisi economica e l’incapacità sua e dei suoi fidi lo hanno smentito. Questa volta i posti di lavoro dovrebbero premiare i giovani che, purtroppo per lui, a sentire i sondaggi, si stanno rivolgendo in massa verso Grillo. Se vincerò le elezioni, ha assicurato Berlusconi, nel primo Consiglio dei ministri sarà votato un provvedimento che detasserà l'assunzione di” collaboratori” (?). Se ogni impresa assumesse anche un solo giovane, ci sarebbero 4 milioni di posti di lavoro in più. Se mia nonna avesse le ruote sarebbe una Ferrari. Nel frattempo migliaia di imprese stanno chiudendo e Berlusconi, in caso di vittoria, rischierebbe di arrivare quando i buoi sono già scappati. Fuori di metafora, quando migliaia di altre imprese avranno chiuso i battenti.
A fare concorrenza al Cavaliere, c’è soprattutto Monti che ha illustrato il suo piano per tagliare le tasse che oltre al calo di Irpef, Irap ed Imu, al congelamento dell’Iva, non prevede condoni fiscali ed immobiliari al contrario del suo rivale. Il Professore della Bocconi ha ribadito che continuerà sulla strada della revisione della spesa pubblica (la spending review) per renderla più efficiente e sul suo contenimento (fiscal compact). Poi, abbandonando il suo fluente inglese, il capo di Scelta Civica ha spiegato che tutto questo pacchetto di interventi è finalizzato a sostenere la crescita economica e la creazione di nuova occupazione.
Il programma di Monti comporta una progressiva riduzione dell’Irpef  per i percettori di redditi medi e bassi. Mentre le imprese saranno favorite da una riduzione dell’Irap che anche in questo caso sarà graduale. Già da questo anno si aumenterà la detrazione sulla prima casa portandola da 200 a 400 euro. In tal modo si aiuteranno le famiglie e gli anziani che nel 2012 hanno subito un autentico salasso. Alle famiglie che hanno figli a carico verranno raddoppiate le detrazioni da 50 a 100 euro per ogni figlio. A quelle con anziani o persone disabili a carico ci sarà una detrazione di 100 euro. Ma ci sarà un tetto di 800 euro annui.
Come già promesso da Bersani, pure Monti, da ex consulente di Goldman Sachs, ha pensato a come sostenere i conti disastrati delle banche con la scusa di combattere l’evasione fiscale. Di conseguenza, per proseguire nell’opera di rendere sempre più virtuale il denaro, più di quanto lo sia adesso, si agirà per “incentivare” l’utilizzo della moneta elettronica da parte dei cittadini, vale a dire bancomat e carte di credito. Sulle quali le banche potranno lucrare ampi guadagni in commissioni.
Monti non può però dimenticare il problema della disoccupazione specie quella giovanile. Ci sarà un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato che, per aiutare le imprese, comporterà meno contributi sociali, meno tasse e più flessibilità. Le imprese che assumeranno giovani con meno di 30 anno potranno fruire di consistenti detassazioni. Per aiutare la nascita di nuove imprese e l’aumento della produttività e della competitività, si agirà per semplificare gli iter burocratici. Si insisterà poi nel programma di liberalizzazioni per favorire la concorrenza e le aziende che esportano saranno sostenute da una banca creata appositamente.
All’interno dei tagli alla spesa pubblica, oltre all’accentramento degli acquisti di beni e servizi, si continuerà nella razionalizzazione della spesa sanitaria che, nella pratica, comporterà la chiusura di altri ospedali, Ci saranno in compenso più soldi per la scuola e l’università mentre per tranquillizzare milioni di anziani non ci saranno tagli alle pensioni. Ci saranno comunque “le vendite del patrimonio mobiliare ed immobiliare” dello Stato per una cifra pari a 130 miliardi di euro nei 5 anni della prossima legislatura. Da tenere d’occhio è il termine “mobiliare” che fa subito pensare alla svendita delle azioni ancora pubbliche di Eni, Enel e Finmeccanica. Come vorrebbe la finanza anglo-americana che con le sue speculazioni ha piazzato Monti a Palazzo Chigi.
Autore: Filippo Ghira
Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=18880

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