Montecitorio: l’austera Boldrini si circonda di collaboratori esterni - di Matteo Mascia

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1365183173.jpgGianfranco Fini era seguito come un’ombra dal suo portavoce, giornalista che lo scortava ad ogni tipo di iniziativa dovunque essa fosse organizzata, non solo eventi pubblici ma anche partitici. Laura Boldrini, il suo successore alla guida di Montecitorio, ha deciso di stare costantemente sotto i riflettori, luci della ribalta che, se incrociate, hanno la caratteristica di moltiplicare le ombre.
Deve aver pensato questo l’ex funzionaria del Commissariato Onu per i rifugiati quando ha pensato di quadruplicare il suo staff; i suoi addetti alla comunicazione non saranno uno, ma ben quattro. Un team di comunicatori a cui si aggiungeranno i sei giornalisti inquadrati nell’ufficio stampa della Camera dei Deputati. I nomi scelti dalla deputata marchigiana fanno riferimento alla galassia di Sinistra e libertà. Roberto Natale, ex presidente della FNSI, è stato nominato dopo aver mancato l’elezione nelle liste vendoliane: la candidatura blindata è stata sgonfiata dalla pessima performance elettorale del movimento nato dalle ceneri di una mozione congressuale interna a Rifondazione comunista.
La presidente potrà contare sull’esperienza di Carlo Leoni, dirigente nazionale del partito del governatore pugliese, uno che conosce benissimo gli ambienti dell’ufficio di presidenza. Ne ha fatto parte nella XV legislatura, quando vestiva i panni di vicepresidente in quota DS, incarico coronamento di tre legislature consecutive tra gli scranni del Parlamento. L’elenco di nuovi assunti comprende, inoltre, Valentina Loiero, figlia dell’ex Dc e poi Pd Agazio, nominata capo della comunicazione e Giulia Laganà, addetta ai rapporti con gli organismi internazionali, nonché figlia dell’ex parlamentare Pd Tana de Zulueta; Giovanna Pirrotta, che si occuperà dell’immagine della Boldrini sui social network e nuove tecnologie.
Adesso, i sindacati interni dei dipendenti di Montecitorio avranno ragione da vendere; difficile chiedere tagli e sacrifici quando si moltiplica il numero di candidati esterni della presidenza. Delegati e rappresentanti di uscieri e dirigenti hanno chiesto un immediato confronto con il Collegio dei questori ed il nuovo Ufficio di presidenza. Subito dopo la sua elezione, la presidente aveva annunciato di voler rivedere le spese riservate al personale, parole in grado di allarmare il battaglione di dipendenti. Lavoratori che condividono insieme ai colleghi del Senato l’impossibilità di ricorrere al giudice del lavoro, a causa della nota autodichia degli organi costituzionali. Qualsiasi revisione delle spettanze dovrà essere fatta solo dopo un serrato confronto tra le rappresentanze sindacali (la più battagliera sembra essere la fazione riconducibile alla Cgil).
I lavoratori della Camera potrebbero presto avere qualche motivo in più per attaccare il centrosinistra; l’insediamento delle Commissioni porterà all’intruppamento di nuovi consulenti ed assistenti. Ridurre gli stipendi di stenografi e consiglieri potrebbe diventare un precedente (pericoloso) per tutti i pubblici dipendenti.
Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=20144

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