" Monnezza e archeologia: un (altro) paradosso tutto italiano " di Manlio Lilli

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/cultura/monnezzastrada_200_200.jpgI rifiuti continuano a fare notizia. Nonostante promesse di soluzioni definitive. Mai arrivate, finora. Sempre e soltanto provvedimenti provvisori che rispondano all'emergenza, liberando le strade dai rifiuti e ingigantendo i meriti di operazioni provocate da disservizi iniziali. Paradosso tutto italiano. Discariche vecchie sature e nuove che nessun Comune vuole. E così proliferano luoghi più o meno grandi nei quali, illegalmente, si rovesciano metri cubi di spazzatura di ogni tipo. Con danni enormi provocati, soprattutto, all'ambiente. Talvolta, anche al patrimonio archeologico. Come dimostra l'episodio di Pozzuoli, uno dei Comuni più popolosi dell'hinterland napoletano. Nel cuore dei campi Flegrei, in un'area nella quale l'archeologia ci regala straordinari, irrepetibili, esempi di grandezza e bellezza. Città, strade, necropoli, ponti, acquedotti: una casistica infinita di monumenti da ammirare e far ammirare.

 

Invece, ad Arco Felice Vecchio, zona a pochi passi dal sito archeologico di Cuma, ma nel territorio di Pozzuoli, la prima colonia greca d'Italia, la guardia di Finanza, nell'ambito del sequestro di un'area di circa 1700 metri quadrati, dove erano stati illegalmente scaricate 58 tonnellate di rifiuti speciali (pneumatici e batterie), ha scoperto un mausoleo romano. Ripetendo il paradigma dell'assurdo paradosso: un "bene" da un male, che finisce quasi per offuscare l'errore iniziale, di base. Le scarne informazioni sulla struttura, presumibilmente identificata e depredata in precedenza, sottolineano la parziale conservazione della decorazione parietale interna. I tecnici dell'ufficio beni archeologici di Cuma della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, intervenuti per accertare la natura del ritrovamento, hanno infatti verificato, rilevando i segni di asportazione, come parte degli intonaci affrescati risultassero depredati. Le immondizie oltre a bloccane gli accessi erano stati occultati all'interno di un'altra struttura di rilevante importanza, la cd. Torre Poerio, risalente al XVII secolo. L'area dovrebbe essere bonificata per rimuovere i rifiuti speciali e valutare la possibilità di estendere lo scavo.

 

Perplessità suscitano alcune circostanze. Innanzitutto il fatto che, nel corso di recenti lavori realizzati dal Comune, nessuno avesse segnalato l'abbattimento dei ruderi per coprire il mausoleo. Ma anche che la zona posta sotto sequestro era in gestione alla Protezione Civile e che la stessa area fosse stata oggetto di una bonifica terminata nell'ottobre del 2010. Ma c'è di più. L'area della Torre Poerio, è stata occupata abusivamente da un privato.

 

Nella vicenda sembrano intrecciarsi responsabilità di Enti ed istituzioni differenti: in un mix di superficialità ed interessi particolari. Una storia di mondezza ed archeologia dall'inconfondibile sapore italiano. Una storia che va in scena mentre nella concitata campagna elettorale locale si lancia Pozzuoli come “polo turistico della Campania”. Speriamo un polo che tuteli e valorizzi il suo patrimonio archeologico e non lo seppellisca sotto i suoi rifiuti. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog