Milano "regalata" alla speculazione edilizia

schiscetta-nyE così l’assessore Carlo Masseroli ha omaggiato la città agli immobiliaristi, su un piatto d'argento!

Mentre erano circa 5 mila le obiezioni che la cittadinanza (non l'Opposizione, ma la società civile e i diversi stakeholder presenti sul territorio) avevano posto al PGT (Piano di Governo del Territorio). Ma la Giunta Moratti ha trasformato la consultazione pubblica in una farsa, accorpando, del tutto arbitrariamente, le interrogazioni in 40 punti, su cui il Consiglio Comunale è stato sbrigativamente chiamato a votare, nei tempi concessi dalla presenza dei Consiglieri di Maggioranza in aula.

Ossia a "colpi" di 2 mila osservazioni al giorno.

Con il risultato che non si è trovato il tempo nemmeno per discutere dei "dubbi" sollevati da ATM sulle innovazioni ai trasporti (ben 9 linee di metropolitana!).

L’assenteismo degli amministratori che ha contraddistinto tutto il mandato della Giunta Moratti, con il Sindaco stesso che si è visto in aula consiliare molto meno che a 'La Scala', è di colpo svanito...

Così si è arrivati all’approvazione in un "batter d’occhio", saltando "a piè pari" il dibattito che l’Opposizione aveva legittimamente chiesto più volte, affinché un provvedimento tanto importante non fosse "svuotato" di contenuto politico e fosse frutto di scelte "fondanti" condivise.

Ora non ci resta che commentare "a freddo" i contenuti del provvedimento, rimarcando però come Milano abbia "copiato" Roma, con la politica locale capace di mutuare la tracotanza di quella centralista. Forse i consiglieri della Lega in Comune dovrebbero spiegare se questo è un "antipasto" della loro idea di 'federalismo'...

... oltretutto che potrebbe "favorire" speculatori nati e cresciuti (pare) a migliaia di chilometri lontano da Milano e dalla Lombardia!

Un "piano regolatore" che la città aspettava da 30 anni e che doveva essere frutto di larghe intese, con la società civile prima ancora che tra Maggioranza ed Opposizione, è stato approvato in condizioni "assurde": gli oppositori assenti dall’aula e la Giunta "precettata" via sms.

Mutuando l'epressione del Presidente di una nota società di calcio (ed adeguandoci alla prospettiva immobiliare della "nuova" Milano): una minchiata!

Proprio intorno alla maniera di votare sulle obiezioni al PGT, con l’accorpamento dei quesiti in 4 aree di osservazioni positive e 4 di osservazioni negative, c’è chi è pronto a scommettere che pioveranno i 'ricorsi'. Non solo da parte dell’Opposizione, ma anche dagli esponenti di Futuro e Libertà.

Voci ben informate affermano che il Presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, avesse suggerito di procedere nelle votazioni in maniera da dare "spazio" a un vero e proprio dibattito in aula, ma che l’assessore Masseroli abbia insistito per procedere nella maniera più spedita possibile.

Questa è la sintesi di Letizia Moratti: “Milano ha un nuovo piano urbanistico che porterà fermate del metrò e servizi a non più di 500 metri da casa entro il 2030, 22 nuovi parchi per un totale di verde in più a 120 volte il parco Sempione, 30 mila alloggi a prezzi calmierati, 18 milioni di metri cubi di costruzioni in aree oggi abbandonate, come gli ex scali ferroviari. Avremo una città più aperta e flessibile”.

Noi ci limitiamo a osservare che affidare la pianificazione di "lungo periodo" a chi non è in grado di dare certezze nemmeno sul breve o brevissimo... è assurdo!

Come si può considerare "credibile" un piano che investe 20 anni pieni, se a firmarlo è chi non è stato nemmeno capace di reperire le aree in cui situare i padiglioni dell’Expo? Dobbiamo affidare il ridisegno complessivo del territorio a una Giunta che ha fallito nell’unico "impegno" preso con la città, ovvero la riduzione delle polveri sottili attraverso l’Ecopass?

Ma andiamo al "succo" della filosofia del nuovo PGT. Sino a oggi, nel rispetto delle logiche del piano regolatore vigente, la possibilità di costruire nuovi edifici era soggetta ai cosiddetti "vincoli urbanistici". La “flessibilità” enunciata dal Sindaco riguarda proprio quest’aspetto: d’ora in poi basterà che in una determinata area esistano servizi e trasporti per...

E partiamo dalla tutela del Parco Agricolo Sud. Chi legge i nostri editoriali sa cosa significherà "in soldoni" per la città: la trasformazione di alcune zone, a ridosso del centro storico, in una sorta di “Singapore”, con 100 e più grattacieli, equiparati dalla stessa Giunta, a dei nuovi Pirelloni.

Ma non si tratta di un mero esercizio di priapismo urbanistico: dietro alla questione estetica, che però, come tutte le questioni estetiche, è soggettiva, c’è il forte interesse che gli immobiliaristi hanno concentrato da tempo su aree quali quella, tanto per fare l’esempio più "celebre", di Porta Vittoria. Masseroli si è fatto promotore di un meccanismo, quello della "perequazione", che promuove una logica da "brivido": la rinuncia a costruire in periferia vale la possibilità di farlo in centro città, come se il valore delle metrature fosse equipollente.

Di questo abbiamo già parlato in passato. Ci preme, invece, in questa sede sottolineare la sottrazione di "competenze" che è stata effettuata ai danni dei costosi “parlamentini” di zona. Prima era stata promessa, nella fase di valutazione strategica, una serie di work-shop sul PGT, che non ci risulta siano mai stati realizzati...

Il piano è stato sì "presentato" a fine Luglio 2010, ma le "osservazioni" dei consigli di zona sono state "liquidate" con una risposta "in fotocopia" per tutti, sia che venissero dalla Maggioranza che dall’Opposizione, e cioè con la promessa di prenderle in considerazione dopo l’adozione del piano. Come dire: a babbo morto!

Nel PGT è contenuta l’idea di una 2° city milanese, come se l'attuale stravolgimento della zona di Porta Garibaldi non bastasse... C’è un’area, quella della periferia Nord-Ovest, su cui si vorrebbe spostare il baricentro delle funzioni direzionali della città. In modo da creare un "raccordo" logistico tra Fiera, Expo e città, eliminando la “terra di nessuno” di via Stephenson.

Ma è davvero sostenibile l’idea di una “Defense” alla meneghina? E non va a configgere sulla persistenza di determinate funzioni nella sopracitata zona delle 2 stazioni? Non era meglio allora situare il Palazzo Lombardia proprio là, dove si vogliono eliminare campi Rom e capannoni industriali, aree per Tir e degrado in genere?

E in merito al verde e ai trasporti, dove verranno reperiti i 14 miliardi di euro necessari per trasformare le città secondo il dettato del PGT? Chi ha provato a fare i conti, sostiene che all’appello ne mancano 9, quasi i 2/3.

Ma il punto più "controverso" riguarda un altro aspetto. Masseroli promette 30 mila alloggi; chiaro? Ma cosa vuol dire a prezzi "calmierati"? Milano perde ogni anno abitanti, proprio a causa del costo degli appartamenti. Il PGT sarà in grado di invertire la tendenza?

Chi si è informato sui prezzi delle ultime case costruite in "edilizia convenzionata" sa che comunque non sono alla "portata" della maggior parte delle giovani coppie (a meno che non si tratti dei figli di un Ministro, come è accaduto al rampollo di quel politico a cui, a sua insaputa, avevano comperato casa dalle parti del Colosseo, che ha recentemente preso casa in via Savona, approfittando proprio dell’edilizia convenzionata…).

E poi, dove verranno costruite queste nuove case? C’è chi dice che una delle aree indiziate sia la Stazione Nord di Cadorna. Lì, una volta rimossi i binari, si potranno edificare, così come a Porta Genova, allo Scalo Farini, alla ex caserma Perrucchetti e nella periferia Sud-Est.

C’è già chi afferma che il progetto della cittadella della giustizia, a Porto di Mare, sia già "affossato", mentre lì potrebbe prendere "piede" un nuovo progetto, stile "Santa Giulia". Il che non è propriamente un’idea molto "incoraggiante"...

La parola d’ordine è insomma una sola: edificare. Il "miraggio" dei servizi serve solo a far sì che non si ripetano situazioni tipo quella maturata a Bicocca, dove i prezzi degli immobili continuano a essere i più bassi in città, perché l’assenza di collegamenti efficienti ha fatto sì che il nuovo quartiere restasse una sorta di quartiere "metafisico", simile più a un quadro di De Chirico che ai rendering delle archistar che erano state chiamate ad operarvi...

Questo tentativo di far crescere Milano di circa 100 mila abitanti nel prossimo decennio sembra peraltro contrastare con quanto, di settimana in settimana, sta avvenendo sotto il profilo dell’ambiente. Milano, a detta di molti, possiede già un sistema di trasporti "integrato" che è all’avanguardia in Italia e adeguato ai più elevati standard europei. Ma non è bastato a far abbandonare l’auto. Né il già citato Ecopass si è dimostrato un deterrente "efficace". Certo, la capillarità della rete metropolitana potrà cambiare molte abitudini. Ma di fatto viviamo in una città che a livello di densità di popolazione ha già raggiunto il "massimo" consentito.

Invece che organizzare un “deflusso” intelligente, di lungo periodo, a Milano si torna a scommettere, anacronisticamente, in una “corsa al centro”, come se la nostra città appartenesse a un Paese con un economia in forte crescita o come se qualcuno avesse magicamente riportato la lancetta della storia indietro di 50 anni...

L’ipertrofia delle nostre città che il boom economico ha in qualche modo giustificato, e che a Milano ha dato comunque risultati urbanistici più "alti" che a Roma, Torino, Napoli, Genova (dove spesso ha rappresentato solo "degrado") è stata poi in qualche modo regolata nella nostra città dal già citato piano regolatore del 1980. Oggi invece si torna a puntare sulla “deregulation”. E dunque sulla speculazione.

Fallito il paradigma della “megalopoli”, molto caro ad Aldo Bonomi (nella sua "Città Infinita"), sfumata l’idea di una grande, unico agglomerato che si estendesse dalle Prealpi alle risorgive pavesi, oggi il PGT sembra voler partire dall’idea di riconfigurare la natura di quel tessuto connettivo che in realtà è sempre rimasta un’entità informe. Ma siamo davvero sicuri che la nuova Milano debba nascere tra lo squallore delle periferie suburbane, semplicemente andando a convertire in edilizia residenziale tutto ciò che la lunga decomposizione della civiltà industriale lascia come materiale residuale?

Chi scrive è convinto che Milano possegga già tutte le case che le "servono". E tutti i metrò, se includiamo la linea 4 e 5. I servizi vanno solo resi più efficienti, non ulteriormente incrementati. Infine, non si può accettare che, in luogo di un attestato di benemerenza, all’ìmmobiliarista che accetta di non "violare" le cascine e le coltivazioni del Parco Agricolo Sud di Milano, venga dato "in premio" una porzione di terreno a ridosso della circonvallazione, per farci la propria selva di grattacieli.

Qualcuno, per garantirsi che la prossima Giunta non avesse la tentazione di ribaltare il disegno di un progetto tanto ardito e discutibile, ha persino pensato di sistemare sulla poltrona di Sindaco un architetto in possesso di ottime relazioni con i grandi committenti dell’edilizia residenziale. Questo "qualcuno" è la stessa persona che in un Paese normale si dovrebbe al più preoccupare di portare i libri delle proprie società in Tribunale...

Ma che in Italia, godendo dell’appoggio incondizionato di alcuni istituti bancari, esposti all’inverosimile verso il suo gruppo, può sproloquiare sulla necessità di costruire nuovi quartieri periferici che abbiano servizi e scuole, “perché tutti hanno diritto ad andare a scuola”.

Bene, tanta filantropia è stata premiata con la promessa di cubature ciclopiche all’interno della città. Lì le scuole non servono ci sono già. Un bel risparmio, no?

Si dice che l’assessore Masseroli abbia festeggiato l’approvazione del PGT con un brindisi a base di rabarbaro in Galleria, al Caffè Zucca. Non c’è che dire, una scelta in linea con la tradizione cittadina. Hanno brindato anche i Consiglieri di Maggioranza, che ora possono tornare sereni ai loro incarichi presso le municipalizzate. Incarichi (o "poltrone") grazie ai quali possono rimpinguare notevolmente il modesto compenso frutto delle "fatiche" (spesso "risparmiate") in Consiglio Comunale.

Grazie a emolumenti che superano di 5-6 volte almeno i gettoni mensili di presenza in aula. Al sindaco Moratti, che a fine mandato sembra animato da un’improvvisa esigenza di trasparenza a 360 gradi chiediamo, allora, noi di MilanoWeb, di pubblicare un elenco: quello dei doppi incarichi dei componenti del Consiglio Comunale.

Mollare una cadrega per stare dalla parte dei propri ideali è spesso "dura"... Ma se poi la "poltrona" non è più 1 ma diventano 2 (per "tacere" quelle "garantite" a famigliari ed amici), il sacrificio si fa davvero arduo. E allora viva il PGT e avanti con un altro rabarbaro... ( Fonte: www.milanoweb.com)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog