Milano - Mantova: quattro ore di incubo sui binari

Partenza da Milano Centrale alle 18.50. Arrivo alla stazione di Mantova alle 22.45. Quattro ore per attraversare la pianura lombarda fino alla città dei Gonzaga. Nello stesso tempo, viaggiatori più fortunati - grazie all'Alta velocità - avrebbero raggiunto Roma se non qualche città più lontana. Per una pendolare di Mantova, martedì, il ritorno a casa è stata un'avventura.

 

Direte: i soliti vecchi convogli della Mantova-Milano. Nient'affatto. Pronto sul binario della Centrale, martedì sera, c'era nientemeno che il Vivalto, treno di ultima generazione entrato in funzione da pochi giorni proprio per risollevare le sorti della sfortunata linea. Ricordate gli annunci dell'assessore regionale Cattaneo? E invece: «Partiamo da Milano alle sette meno dieci, puntualissimi - racconta la pendolare - ma pochi chilometri più avanti, alla stazione di Lodi, il treno si blocca e non parte più. Si è letteralmente spento, nemmeno le porte si aprivano più».

 

I passeggeri stipati sopra il treno rimangono in questa situazione, e senza una sola informazione su quanto stia accadendo, per una quarantina di minuti. «A un certo punto - continua la donna - l'altoparlante ci annuncia che il treno non ripartirà più. Ci invita invece a portarci sul primo binario dove sta per arrivare il treno diretto a Bologna col quale dovremmo arrivare fino a Codogno».

 

Così fanno tutti. Decine di passeggeri (almeno una trentina i mantovani). Ad attenderli in stazione, a Codogno, c'è un vecchio treno a motore diesel con due sole carrozze, sul quale si accalca la stessa gente che di solito riempie un treno di dieci carrozze. «Arrivo a Piadena, in tempo per aspettare il treno delle 21.24 per Mantova partito da Milano alle otto e 20 e in ritardo di 15 minuti. Arrivo a Mantova alle 22.45, esausta. Questo è il Vivalto?». ( Fonte: gazzaettadimantova.it)

Autore: Francesco Abiuso 

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