" Milano: la città sigillata" di Gabriella Kuruvilla

schiscetta-nyMentre a Londra l’occupazione di case sfitte non è reato e gli squatter si prendono le ville dei vip (l’ultima è quella del figlio di Gheddafi, Saif al Islam), a Milano sono i vip a “impossessarsi” di singoli appartamenti o di interi edifici, pagando canoni mensili irrisori o realizzando abusi edilizi.

 

Invece di contrastare questi fenomeni, il comune sembra impegnato in un’altra lotta, quella per la chiusura di qualsiasi luogo pubblico. L’odio del vicesindaco Riccardo De Corato per gli spazi di socialità si è espresso più volte e in vari modi: recintando quasi tutti i giardini pubblici, imponendo il coprifuoco in varie zone, limitando la capienza di alcuni locali e decretando la fine di altri.

 

La lista dei posti chiusi, temporaneamente o per sempre, è lunga: Atomic, Plastic, Bitte, Rainbow, Cascina Monluè, Scimmie e Rolling Stone sono solo alcuni. L’ultimo è La casa 139. E i centri sociali non se la cavano meglio. Pergola è stata definitivamente abbattuta e il Leoncavallo è sotto continua minaccia di sgombero: il prossimo è annunciato per il 24 marzo.

 

C’è chi cerca di reagire, magari giocando al gatto e al topo con l’amministrazione. La Bottiglieria, occupata da quasi un anno, muore e risorge continuamente come un’araba fenice, in vari luoghi e con vari nomi: ora si trova nella piscina di via Botta. Mentre il collettivo Zam, dopo aver occupato per tre giorni a ottobre uno stabile in viale Molise, il 29 gennaio ha stabilito la sua sede in un enorme spazio in zona Barona.

 

A dimostrazione che questa città è piena di luoghi inutilizzati, a volte sottratti all’abbandono e al degrado da persone che chiedono la possibilità di incontrarsi. Continuamente ostacolata, e negata, dai politici.

 

Gabriella Kuruvilla è una scrittrice italoindiana. È nata a Milano nel 1969.

 

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