Milano e Roma sempre meno business city

http://oltreilcancello.files.wordpress.com/2007/05/duomo_milano.jpgSe Roma è sempre stata considerata la città della Storia italiana, la capitale, la sede dei palazzi del potere politico, Milano, seicento chilometri più a Nord, deteneva il primato degli affari. Commercio, banche, investimenti, grandi opere, tutti settori che avevano contribuito a fare del capoluogo lombardo la City italiana, capitale economica del Bel Paese, un punto di riferimento importante anche a livello europeo e mondiale. Ma in tempo di crisi, si sa, anche le certezze più ferree sono destinate a crollare, o perlomeno ad essere messe in discussione.

 

E il rapporto “European Cities Monitor”, condotto dalla società Cushman & Wakefield tra maggio e giugno di quest’anno in oltre 36 città del vecchio continente, dice proprio questo: nella classifica delle business cities europee Milano arretra, scendendo in dodicesima posizione, mentre Roma è addirittura fuori dalla Top 30 (al 35° posto), seguita solo dal fanalino di coda Atene e surclassata da Bucarest, che rispetto al 2010 ha scalato sette posizioni, passando dal 35° al 27° posto per via delle attraenti condizioni economiche e dei progressi nelle infrastrutture. La città dove è stato attivato il maggior numero di attività imprenditoriale è Londra, seguita a ruota da Parigi e Francoforte; una triade che si conferma al comando da anni in questa indagine, giunta alla ventiduesima edizione. Regno Unito, Francia, Germania. La geografia degli affari, in Europa, è chiara. E l’Italia non c’è, scalzata anche da Spagna e Svizzera e da paesi come Belgio e Olanda.

 

Roma, e soprattutto Milano, pagano probabilmente le scelte dei loro amministratori, che sono state in grado di influenzare negativamente la la percezione delle aziende investitrici, in particolare quelle provenienti dall’estero. Qualche sorpresa, invece, per chi pensa che a “condannare” l’Italia e Milano siano i fattori che tutti, imprenditori in testa, lamentano da decenni come la lentezza della burocrazia e l’eccessiva pressione fiscale: Dublino, sempre prima per agevolazioni fiscali e incentivi finanziari, è appena al 20° posto complessivo. Interessante anche vedere quali sono i fattori-chiave per determinare se una città sia una buona sede di business o meno, secondo l’opinione degli intervistati da Cushman & Wakefield. Vince il facile accesso al mercato (60%), seguito dalla qualità dello staff, delle telecomunicazioni e dei collegamenti. Punti da tenere bene a mente per progettare un rilancio quanto mai necessario a pochi anni da appuntamenti di livello mondiale come l’Expo 2015 per Milano o le eventuali Olimpiadi 2020 per Roma. ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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