" Megamind". La recensione

Megamind è il nuovo film d’animazione prodotto dalla DreamWorks, che ha voluto l’abilità di Tom McGrath a dirigere il progetto. Il regista lavora nel mondo dell’intrattenimento da oltre vent’anni.
Ha lavorato come storyboarder, concept designer, animatore e story artist in parecchie produzioni cinematografiche, senza tralasciare la regia televisiva. Il film che vede il suo esordio alla regia cinematografica è “Madagascar” (nel quale ha dato anche la voce al pinguino Skipper).

Megamind capovolge l’idea che sta alla base dei film sui supereroi, mostrando il punto di vista del super cattivo e facendolo diventare il protagonista. Due neonati vengono infilati in una navicella e spediti nello spazio, prima che i loro pianeti siano distrutti. Uno di loro atterra in una casa con genitori affettuosi e diventerà Metro Man, paladino della giustizia. L’altro finisce in una prigione piena di criminali e sarà Megamind, il genio del male. Megamind, dotato di una grande intelligenza, diviene cosi l’eterno avversario del supereroe Metro Man. Se, però, un giorno il super cattivo riuscisse a sconfiggere il supereroe e si innamorasse della bella giornalista, che si trova sempre tra i piedi, cosa potrebbe accadere?
In questo film le regole del gioco cambiano a favore di una storia nuova, fresca e divertente, in cui nessun personaggio è quello che sembra. Lo spettatore conoscerà un cattivo a cui non gli riesce bene esserlo, combinando spesso molti pasticci, e che forse in fondo è un buono. “Megamind” gioca molto sul fatto che il bene non possa esistere senza il male e viceversa.

Ciò su cui regista e sceneggiatori hanno puntato è mostrare come nel momento in cui il super cattivo non ha più la sua nemesi con la quale confrontarsi, si ritrova a vivere una vita che non ha lo sprint di prima, perché viene a mancare la competizione.
Il messaggio che si vuol lanciare è chiaro: l’essere umano ha bisogno di avere qualcosa che lo sproni e che accenda il proprio interesse, una vita in cui non c’è più niente da scoprire o nessuno con cui confrontarsi, può divenire noiosa.
Un altro aspetto importante presente nel film è che nessuno dovrebbe definire chi siamo se non noi stessi.
Troppo spesso sono gli altri che ci dicono come dovremmo essere e si aspettano in anticipo un certo comportamento, e questo è quello che capita a Megamind e Metro Man. Megamind è ritenuto un cattivo, nonostante in cuor suo non lo sia, e Metro Man è un eroe che deve sopportare il ruolo che gli hanno assegnato, senza poter inseguire le proprie ispirazioni.

L’obiettivo di McGrath è quello di far divertire il pubblico e sorprenderlo scombinando la sue aspettative, derivanti da una buona conoscenza del genere. Il divertimento scaturisce dai dialoghi e dai comportamenti dei personaggi, che sono simpatici e impertinenti. La simpatia di Megamind traspare allo spettatore, che tifa per lui, istintivamente vuole che conquisti la ragazza e mostri il suo vero io, che si vede scalpitare per uscire fuori.
Il nostro eroe inizia a cambiare e a far emergere il lato buono quando si innamora e l’amore ha questo potere.
I rapporti tra i vari personaggi sono sempre rapporti a due, con una maggiore ingerenza da parte di Megamind: c’è Megamind e Metro Man, poi Megamind e Roxanne, Megamind e Titan e infine Megamind e Minion, e attraverso quest’ultima accoppiata viene delineato il senso di amicizia che lega le due figure, che non sono semplicemente padrone e lacchè.
Megamind è un film molto divertente e che esprime al meglio molti valori fondamentali e in più c’è un pizzico di romanticismo.
I personaggi oltre alla simpatica sono toccanti e profondamente umani, con una personalità multi sfaccettata, soprattutto quella di Megamind, che permette di conoscerlo e capirlo.  ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

180x150.gif_gadget

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog