Medicine, lo Stato va avanti. Le farmacie minacciano la serrata

http://www.ristorantibologna.com/farmacie/img/farmacie_home.jpgNessun dietrofront, semmai qualche ulteriore misura a garanzia della sicurezza dei cittadini. Mentre proseguono convulse le trattative sulle modifiche alla manovra, a mettere un punto fermo, almeno sull'intenzione di consentire la vendita dei farmaci di "fascia C" con ricetta anche nelle parafarmacie, è il ministro della Salute, Renato Balduzzi, che assicura la volontà del governo di andare avanti nella «limitata liberalizzazione» del settore. Intanto però le farmacie restano sul piede di guerra arrivando a minacciare addirittura una serrata, probabilmente già lunedì prossimo, se l'esecutivo non cambierà posizione.
Il ministro, comunque, non rinuncia a un tentativo di mediazione, annunciando la possibilità di introdurre un correttivo alla misura, che già esclude che sui banconi delle parafarmacie si possano trovare farmaci psicotropi o stupefacenti e quelli con ricetta non ripetibile: «Si può eventualmente procedere», ha spiegato Balduzzi, ribadendo che incontrerà «appena possibile» i rappresentanti delle farmacie, «a sospendere o escludere determinati farmaci ove si verifichi che la loro somministrazione fuori dalle farmacie sia pregiudizievole per la salute dei cittadini». Per il titolare della Salute questa potrebbe essere la via «per andare incontro ad alcune delle preoccupazioni espresse» anche se, ha ribadito, non c'è motivo di temere per la salute dei cittadini visto che il suo impegno è stato proprio quello di fare in modo che la norma rispetti «i principi di fondo della farmacovigilanza della filiera del farmaco nel nostro Paese, con la presenza del farmacista e tutti i necessari controlli».
Proprio alla luce delle dichiarazioni di Balduzzi, oggi si riuniranno i vertici di Federfarma, per valutare la situazione e decidere se andare avanti con l'annunciata «chiusura» contro un governo che «si accanisce contro le farmacie sbandierando la sola liberalizzazione della vendita di medicinali come panacea per lo sviluppo e la crescita del Paese». La misura secondo i farmacisti, che sono da una parte preoccupati per la salute dei cittadini, dall'altra spaventati per le possibili ricadute economiche ed occupazionali, è fuori dalle norme Ue. Anzi, ribadiscono, «in nessun Paese al mondo» medicinali che richiedono la prescrizione medica sono venduti fuori dalle farmacie. «Nonostante tutti puntino il dito sul commercio e sul business la questione per noi cruciale, quella che ci sta più a cuore, riguarda la salute dei cittadini, che con questo provvedimento potrebbe essere a rischio», chiarisce Alessandra Ciotti, titolare della storica «Antica Farmacia Pesci» a Roma, in Piazza Fontana Di Trevi, fondata nel lontano 1552 per decisione papale con lo scopo di fornire medicinali ai poveri ed ai bisognosi della città. Posto diverso ma identico malumore se dal centro della Capitale ci si sposta in periferia, zona Prenestina. «Sono assolutamente contrario alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, una norma che non si trova in nessun Paese del Mondo», dice il titolare di un'altra farmacia, Antonino Annetta.
Alla Camera, intanto, per tutto il giorno, insieme agli altri nodi, si è discusso anche dell'articolo 32 del decreto, quello che prevede appunto la libera vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie e nella grande distribuzione nei comuni con più di 15.000 abitanti. Ma non si è trovato un accordo nè tra i partiti nè con il governo. Se dal Pdl si è cercato infatti di limitare questa liberalizzazione, il Pd ha spinto invece proprio per abbassare quella soglia.
I lavori in commissione proseguiranno fino a oggi, ma al momento almeno la questione farmaci pare chiusa senza alcuna modifica.
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog