Mario Cucinella: «Un casa di 100 mq a 100 mila euro? Non più utopia ma un progetto per l'eco-architettura del futuro»

http://www.ilfuturista.it/images/stories/INTERVISTA/cucinella.jpgMario Cucinella, giudicato il miglior architetto eco - sostenibile al mondo, vincitore del premio Mipim Awards 2011 di Cannes, è uno degli architetti che in tutti i suoi progetti sfrutta le fonti termiche come le geotermia, il fotovoltaico e il solare termico, l'ingegno al servizio della natura in pratica. Si schiera contro il nucleare e ci spiega il perché. Ma la vera novità, in questo mondo di precari è il progetto casa di 100 mq a 100 mila euro e non stiamo mica parlando di un'utopia.

 

Marcia indietro del Governo sul nucleare, una finta del Governo per paura del referendum.

 

La politica energetica è complessa ed è difficile esprimere solo delle opinioni. Consapevole di questo restano alcune considerazioni che riguardano la difficoltà di capire quale sia la politica del nostro paese. Vorrei solo mettere l'accento sul fatto che il nostro territorio è afflitto già da profonde ferite come la speculazione edilizia che ha compromesso parti di territorio, che ha distrutto coste marine. La mancanza di infrastrutture e cure idrogeologiche, di attenzione ai problemi franosi, di inquinamento industriale o dei problemi della gestione dei rifiuti. Queste solo alcune problematiche irrisolte. Su questo quadro aggiungere anche le centrali nucleari è da irresponsabili. Ma quel che sembra più difficile e la credibilità nell'affrontare un tema così complesso. La difficoltà di controllare la trasparenza degli appalti senza infiltrazioni mafiose, la leggerezza nella gestione tecnica degli appalti e della realizzazione delle opere pubbliche, pensiamo agli ultimi grandi eventi, e la corruzione ancora persistente nell'apparato pubblico disegna un quadro pericoloso per la salute pubblica. Dall'altra parte siamo tra i pochi paesi de-nuclearizzati e questo nel tempo dovrebbe darci un enorme vantaggio ambientale e le risorse da investire sul territorio creerebbero le condizioni per una nuova stagione ambientale per l'Italia.

 

Cosa cambierebbe nella sua città e cosa in questo paese?

 

Cambierei con una nuova generazione chi governa e prende decisioni in città. Una delle ragioni della incapacità di immaginare un futuro è proprio legata al fatto che ci sono troppe persone che stanno sedute in posti importanti da troppo tempo. Creando così una limitata capacita di vedere il futuro e i cambiamenti, consolidando invece rigidità e conservatorismi ormai inutili e dannosi. Bisogna passare dall'idea di potere a quello di governo e come tutte le attività di responsabilità devono essere costantemente cambiate nell'interesse comune. Ho l'impressione che questo sistema si sia progressivamente allontanato dai cittadini e dai problemi a cui dare le risposte per restare a gestire piccoli poteri e grandi privilegi. Questa è una mezza democrazia o almeno una democrazia immatura. Basta vedere come negli Stati Uniti sono cambiati tre presidenti, mentre noi nello stesso tempo, teniamo la stessa nomenclatura questa non si può chiamare democrazia. Le regole non sono il populismo ma la certezza del cambiamento e la costruzione progressiva di nuovi governanti e non di uomini potenti. É una sostanziale differenza.

 

Green parity, futuro prossimo o futuro incerto?

 

In un prossimo futuro ormai alle porte non ci sarà un'opzione al tema ambientale. É anche parte di una maturazione delle nostre democrazie che vede nella soluzione dei problemi ambientali una risposta democratica ai cittadini. Sempre più la politica dovrà rispondere a domande e quesiti relativi alla qualità dell'ambiente in cui viviamo, alla qualità dell'aria che respiriamo ed ad un uso speculativo e per pochi delle risorse comuni, questi temi sono alle porte e non sarà possibile non dare delle risposte. Oggi ci troviamo in un periodo di transizione tra un’era industriale, partita con delle oligarchie e un’era ecologica che ancora non è matura. Resistono le forme di profitto a scapito dell'ambiente senza che questo sia a beneficio di tutti e le politiche energetiche giocheranno un ruolo fondamentale. Nuove forme di concentrazione di potere o libertà di produzione? Grandi concentrazioni o auto produzione? Risparmio per ridurre le emissioni di Co2 o crescita dei consumi? Su questi temi si comincia a discutere, ma la politica è lì chiusa in una visione ancora troppo lontana da questi obiettivi, mentre la spinta maggiore arriverà dal basso come vuole una vera democrazia.

 

Da dove dovrebbe ripartire questo paese per quanto riguarda le infrastrutture?

 

Da una grande politica di salvaguardia del territorio, delle nostre coste e di una severa azione contro la speculazione edilizia per salvaguardare la salute e la vita dei cittadini. Molti edifici sono stati costruiti al di sotto degli standard di sicurezza e questo e' un pericolo che sta incombendo su tutti. Pensiamo alle zone a rischio come la Calabria, dove il fenomeno dell'abusivismo ha fatto scempio del patrimonio comune ma nello stesso tempo, il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza e sulla sismica ha compromesso il tema della sicurezza e della salute. In molte aree del sud non c'è fornitura costante d'acqua potabile e manca un piano sulle infrastrutture idriche. Ecco, occorrerebbe ripartire dai bisogni elementari come la prevenzione e controllo del territorio, da una politica più concentrata sui trasporti pubblici come l'alta velocità che unisca e saldi il sud con un nord ancora troppo lontano.

 

Progetto Eco- casa da 100 mq a 100 mila euro è davvero possibile?

 

Questo progetto non è una nuova utopia ma una realtà. É importante capire che sarebbe possibile realizzare queste case solo attraverso una nuova politica pubblica della casa. Ma il pubblico è assente ormai in molti settori relativi alla qualità della vita dei propri cittadini. Diciamo che ha rinunciato a essere un attore del cambiamento sociale. Ma il progetto aveva l'ambizione di dare un nuovo ruolo all'amministrazione pubblica creando così una nuova azione sul mercato della casa ancora troppo orientato alla speculazione. Esiste uno spazio vuoto nel mercato che riguarda l'accesso alla casa degli strati più deboli (5 milioni di famiglie) e questo avrebbe anche un effetto di calmierizzazione dei prezzi sul mercato. Ma questo ancora non è una priorità pubblica. Neanche a settimo torinese dopo conferenze stampa e annunci non siamo riusciti ad andare avanti, impantanati nella burocrazia. Anche in questo caso pur con tutte le buone intenzioni vince l'insuccesso vince il mostro burocratico di cui ormai c'e poco controllo.

 

Bologna e il progetto sulla "Cassa Armonica" affidato a Renzo Piano dal maestro Claudo Abbado...missione impossibile (dati i costi)?

 

L'opera di un maestro non si discute quello che andrebbe discusso è chi governa questa città? E quale è la politica culturale a lungo periodo. Oggi la debolezza di questo progetto non sono i soldi ma la politica. Non si può continuare a immaginare di costruire una politica di questa città attraverso singole iniziative e senza una visione completa. Ma questo succede perché Bologna ha perso il filo di un discorso straordinario e sta faticosamente combattendo tra protezionismi, lobby, scarsa politica e faticoso cambio generazionale. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore:Manuela Caserta

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