http://www.altrenotizie.org/images/stories/2012-2/marigold-hotel_cover.jpgIl regista di Shakespeare in Love, John Madden, sceglie di raccontare le avventure di un gruppetto di anziani nel suo nuovo film, Marigold Hotel. E’ la storia di alcuni pensionati britannici che stufi della solita minestra, una monotona e sempre uguale quotidianità, decidono di recarsi a Jaipur in India attratti dal lusso promesso dal Marigold Hotel, un albergo da poco ristrutturato. Arrivati sul posto, però, scoprono che in realtà è molto meno lussuoso e affascinante del previsto, ma nonostante questo vivranno delle esperienze che cambieranno in meglio le loro vite.

Judi Dench, Maggie Smith, Tom Wilkinson e Bill Nighy danno vita a una commedia agrodolce, dallo stile molto british, che mette in evidenza la voglia di provare ancora delle forti emozioni, nonostante l’età avanzata. “A una certa età non bisogna mollare, ma vivere nel presente, questa è la vera sfida”, dice il regista che offre una speranza in più ai suoi personaggi. Non eroi giovani e aitanti, ma claudicanti e spesso brontoloni pensionati a cui l’India con i suoi forti contrasti darà una seconda opportunità, risvegliando in ciascuno di loro la voglia di vivere fino all’ultimo istante, godendosi le bellezze che la vita può ancora offrire.

I personaggi sono ben delineati dal regista (forse troppo) e tutti hanno una loro caratteristica ben precisa che li contraddistingue: Evelyn (Judi Dench) è una vedova che scopre di avere i soldi per vivere solo in India; Graham (Tom Wilkinson) è raffinato giudice dell’Alta Corte che qualche scheletro nell’armadio e un segreto che prima o poi si troverà a dovere affrontare; Douglas e Jean (Bill Nighy e Penelope Wilton) sono una coppia che da tempo ha perso la capacità di ascoltarsi e che non fa altro che punzecchiarsi con battute al vetriolo; Norman (Ronald Pickup) e Madge (Celia Imrie) sono invece due ineguagliabili romantici, alla eterna ricerca dell’amore e Muriel (Maggie Smith) ha subito un intervento all’anca che la fa zoppicare ed è profondamente razzista.

Sarà il giovane e poco pratico Sonny Kapoor (Dev Patel), proprietario dell’hotel ereditato da suo padre, a dover affrontare questi sette personaggi in cerca di una nuova giovinezza. Kapoor dovrà, però, imparare a gestire l’hotel in maniera esemplare, come suo padre desidera, nonostante le sue capacità manageriali lascino piuttosto a desiderare.

Nonostante qualche sbavatura registica e una eccessiva lentezza nell’entrate nel concreto del racconto, soffermandosi troppo nella descrizione dei singoli personaggi, il film affronta tematiche importanti come quelle del lutto e della morte, e altre decisamente attuali come la solitudine e l’isolamento, che spesso molti anziani vivono, soprattutto nelle grandi città. Il cast stellare, poi, aiuta la carenza narrativa e dà prova di vera bravura degli attori.

Madden si domanda se si può ancora vivere una nuova esistenza o se è troppo tardi per cambiare. E probabilmente solo l’incognito di una nuova terra come l’India potrà dare una risposta alle aspettative di questo curioso gruppo. ( Fonte: www.altrenotizie.org)

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