Maleo: ex discarica ad una svolta

La bonifica della discarica in località Cascina Sessa è un’autentica telenovela. Le operazioni di pulizia della “bomba” ecologica, attiva fino alla fine degli anni Ottanta, dunque procedono a passo di lumaca nonostante risalga all’inizio del 2005 la determina per l’affidamento a licitazione privata dei lavori su base d’asta di 7 milioni e 800mila euro.

L’intervento fu assegnato ad una ditta, l’associazione temporanea d’impresa Progesam-Ramoco per un importo pari a 3 milioni e 540mila euro (solo per i lavori di messa in sicurezza e bonifica i costi a base d’asta erano di 5 milioni e 370mila euro). Prima dell’aggiudicazione delle opere, però, l’iter è stato falcidiato da rallentamenti di ogni tipo: due ricorsi al Tar ed uno al Consiglio di Stato da parte di ditte escluse, tutte in seguito respinti. I lavori di mineralizzazione dei rifiuti, cioè la biodegradazione del pattume all’interno della collinetta per renderlo definitivamente inerte, però non sono mai partiti. All’interno della massa di rifiuti, infatti era stata accertata la presenza, tra la prima discarica di precedente realizzazione e la soprastante, di un telo a forma di “vasca interrata” che con il tempo si è riempito di una grande quantità di percolato. A questo punto si innesca un iter lungo e laborioso tra richiesta di autorizzazione, presentazione delle perizie di variante per l’opzione di smaltimento del liquido e riunioni del gruppo di lavoro formato da vari enti ed istituito dalla Regione Lombardia per ottenere i finanziamenti adeguati.

Infatti è stato chiesto disco verde per utilizzare il ribasso d’asta e coprire così i maggior costi derivanti dalla variante al progetto.

La Regione Lombardia ha dato il proprio placet nel novembre scorso per poter utilizzare le economie di spesa derivanti dagli sconti del bando di gara e realizzare le opere aggiuntive e la giunta comunale di Maleo ne ha recentemente preso atto. In pratica, per “pulire” l’interno della discarica dal percolato occorreranno un milione e 108 mila euro in più e le operazioni dureranno circa sei mesi; poi si passerà alla fase vera e propria di bonifica che dovrebbe durare all’incirca altri tre anni. Poi, finalmente, la massa di pattume, che sorge a poche centinaia di metri dalla provinciale 27, diventerà un’innocua collinetta. ( Fonte: www.liberta.it)

Autore: Matteo Spagnoli

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