Magia a Codogno: la scuola è sparita

 

Al 25/a di Viale Vittorio Veneto a Codogno, gli uffici del Consorzio Scuole Lavoro Milano sono chiusi ormai dallo scorso 3 maggio. Inutile cercare contatti telefonici: alla lunga il segnale di attesa che udite vi snerva e non fa altro che aumentare secrezioni biliari che certo non giovano alla salute. Se poi decidete che è giunto il momento di sprecare un paio d'ore della vostra esistenza, non dovete far altro che digitare il numero della sede di Milano.

Ad essere fortunati a rispondere è un impiegato che vi informa che al momento i responsabili sono occupati e che in ogni caso sarà loro premura contattarvi appena possibile, oppure, come in ogni buon gioco di squadra, una signora, tanto riservata da non darvi le generalità, ma che in ogni caso vi tranquillizza raccontandovi che in Regione proprio quel giorno si sta discutendo del caso e che al più tardi il lunedì “ qualcuno” vi chiamerà, anzi il vostro nominativo, quando si dice il caso, è proprio qui in evidenza. Di quale mese o anno non è lecito saperlo, visto che di lunedì ne sono già passati e tanti altri ne passeranno.

Vi resta un'ultima possibilità: il sito internet. Ecco lì nulla è cambiato. Sulla home page, ben evidenziate, il numero delle sedi: due a Milano e poi a seguire Cremona, Sondrio, Vigevano, Codogno. A dare un giusto spessore culturale e di rettitudine morale, campeggia poi la massima di Ignazio di Antiochia che la dice lunga sulla mission di questa cooperativa “ Si educa attraverso ciò che si dice, di più attraverso ciò che si fa, ancor di più attraverso ciò che si è “. Infine una medaglia stilizzata vi segnale che : “ Il nostro Ente è accreditato dalla Regione Lombardia come centro di formazione professionale. Inoltre siamo certificati secondo la normativa UNI-EN ISO 9001/2000 per il Sistema di Gestione della Qualità nel settore Istruzione Formazione e Orientamento”. Ah dimenticavo. E' possibile iscriversi e ricevere una newsletter.

Niente da dire: al Consorzio Scuole Lavoro Milano il senso dell'umorismo non manca... ed è un peccato che le diciotto partecipanti al corso per ottenere l'abilitazione come “ Oss” non l'abbiano presa proprio bene.

I fatti

La vicenda pare ricalcare i canoni di una sceneggiatura di uno di quei film che hanno reso celebre la commedia all'italiana.

L'iscrizione ad un corso organizzato da un ente accreditato dalla Regione Lombardia per conseguire la qualifica di “ Oss ( Operatore socio sanitario) e coronare il sogno di un posto di lavoro, un posto per “ aiutare in casa”, un posto che ti permetta di coronare i tuoi sogni di “ mettere su casa”. Niente più che un posto di lavoro. Nulla più.

Il corso parte con qualche ritardo, sì, ma alla fine parte. Un anno di sacrifici. Lezioni ogni pomeriggio, e la mattina magari si va a fare qualche ora “ in nero” per non essere di peso a nessuno, e in molti casi perchè quegli spiccioli servono all'economia della casa.

Arrivano gli stages presso strutture ospedaliere o assistenziali della zona. E' fatta. Si comincia ad annusare l'aria del reparto, si parla di turni e di curriculum da preparare. Non bisogna far mancare l'impegno. Si portano a fine mese i rapportini delle ore in quell'ufficio di Viale Vittorio Veneto e le due impiegate non mancano di incoraggiare le iscritte ormai divenute amiche.

La meta si avvicina. Lo scorso 30 aprile si chiudono gli stages. Occorre consegnare l'ultimo rapportino, poi una settimana di pausa e infine le ultime 54 ore di teoria prima di sostenere l'esame ed ottenere la tanto sospirata abilitazione.

Ma proprio quel 30 aprile accade qualcosa che nemmeno le menti più perverse avrebbero potuto architettare. Le impiegate, visibilmente nervose, consegnano un biglietto alle partecipanti. “ Ecco telefonate a questo numero. Il Consorzio Scuola Lavoro non esiste più, fallito ( ?). La scuola e questi uffici non saranno più riaperti”.

E il corso? e gli stages? i Progetti Formativi e di Orientamento siglati con le Aziende Ospedaliere o le RSA... tutto falso?

Le voci si rincorrono. Qualcuno sussurra che il Consorzio ha perso l'accreditamento della Regione già lo scorso gennaio ma nessuno ha provveduto ad informare le iscritte al corso. Complici, forse, le elezioni chi doveva vigilare non l'ha fatto e poi diciamola tutta... cosa può importare della vita, del destino, dei sogni di diciotto donne a chi mensilmente si vede aumentare il proprio conto in banca di 12.000 euro perchè consigliere regionale. “ Se non hanno pane, che mangino brioches”.

Vergogna.

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