Magdi Allam, l’immigrato “privilegiato” con teorie da Ku Klux Klan

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/attualita4/allam_200_200.jpgHa uno strano modo di intendere la vita e la società, Magdi Allam. Cioè un egiziano musulmano, immigrato in Italia per poi diventare Magdi Cristiano Allam, cattolico e italiano. E per di più si è fatto un partito politico. Una perfetta storia di integrazione e accoglienza, di opportunità concesse allo straniero. Tutto tempo sprecato se il risultato è ciò che lui stesso ci ha fatto leggere su un quotidiano che, a tutti i costi, cerca di alimentare timore del “diverso”.

 

Il tutto prende le mosse dalla tragedia norvegese dove, forse, Allam e Sallusti avrebbero preferito che sui novanta cadaveri ci fosse la firma della jihad. Sarebbe stata un’ottima occasione per continuare l’assurda crociata anti Islam. Ciò che fa più male è leggere da un immigrato privilegiato teorie paranoiche e dannose. Perché per il padre di “Io amo l’Italia” (cambiare nome no?) il razzismo si previene e combatte rinunciando al multiculturalismo perché questo sarebbe «terreno di coltura di un’ideologia razzista». E quindi «razzismo e multiculturalismo sono due facce della stessa medaglia». Allora rinunciamo al multiculturalismo per scongiurare forme di razzismo. Detto da lui che qui in Italia ha trovato tutto, compreso il coraggio di rinnegare le sue origini e attaccare la cultura in cui è nato.

 

Principio letale, quello invocato da Allam, la cui applicazione sarebbe drammatica quanto assurda. Perché l’antisemitismo, allora, si previene eliminando gli ebrei. Sterminiamo tutti i neri per tenere a freno il razzismo del Sud degli Stati Uniti come gli omosessuali per non dare spazio all'omofobia. E, a questo punto, privare dei diritti ogni forma di minoranza e opposizione.

 

È un idiota gioco al massacro. Un perfetto stile politico e giornalistico per fomentare la cappa di tensione e disgregazione sociale a fini prevedibilmente politici. Due facce della stessa medaglia, pare di capire, sono Magdi Allam, il suo direttore e Anders Behring Breivik, giustamente definito integralista cristiano. Tutto sembra remare contro il desiderio di conquistare una pacifica e produttiva coesione sociale. E verrebbe da dire che ciò di cui non si ha bisogno sono figure come Allam. Se questo è il prodotto dell’integrazione è meglio rifiutarla. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Eugenio Balsamo

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