Macché euro e lira! La Lombardia sperimenta (davvero) la propria moneta

http://www.ilvostro.it/wp-content/uploads/2012/06/NEWPRESS_315249-300x217.jpgIl progetto è portato avanti dal vicegovernatore Gibelli e si ispira alla realtà Nantes. L'obiettivo è quello di creare un circolo virtuoso per acquistare i prodotti delle pmi che aderiranno a un sistema di credito cooperativo.

La Lombardia si prepara ad avere una propria moneta. Non un vero e proprio addio all’euro, ma un conio assolutamente locale (ed elettronico) da affiancare a quello che da molti è ormai visto come lo strumento di controllo della speculazione internazionale. E non è affatto una provocazione o fantascienza. Lo aveva annunciato con dovizia di particolari sabato sera al congresso lombardo della Lega Nord. Lo ha ribadito poche ore fa mentre “cinguettava” commentando un talk show in diretta. “Ieri #infedele, oggi a #ballarò si parla di moneta complementare. Nessuno dice che in #lombardia la faremo davvero #openlombardia #Lega”.

La firma non è certo del primo che passa, ma di Andrea Gibelli, ovvero il vicegovernatore di Regione Lombardia. Politico preparato, poco avvezzo alle sparate, solida cultura storica e allo stesso tempo uno sguardo ampio sul presente, l’esponente lodigiano del Carroccio quando parla di moneta complementare per la Lombardia non ha certo in mente il principato di Seborga (ovvero il piccolo Comune ligure vicino a Bordighera dove è possibile spendere ad uso interno un “luigino” del valore di 6 dollari statunitensi). Esempio orgoglioso di indipendentismo, ma modello un po’ limitato per una “nazione” come quella lombarda.

 

IL CASO NANTES - Il numero due del Pirellone, affiancato da esperti e professori, vuole seriamente importare in Lombardia alcune esperienze internazionali. Il modello di riferimento è quello di Nantes, in Francia, ideato soprattutto per risolvere i problemi di credito delle imprese. Il paradosso? A metterlo a punto sono stati due bocconiani, figli dell’ateneo dove dettava legge il premier Mario Monti, paladino dell’euro senza se e senza ma.
A dare il là alla sperimentazione – voluta per uscire dalla crisi e dalla palude creata in parte anche dalla moneta unica – è stato Jean Marc Ayrault, sindaco socialista della città e consigliere del neo presidente Francois Hollande. E così Massimo Amato e Luca Fantacci hanno ideato il “bonùs”, moneta complementare e non sostitutiva dell’euro che dovrebbe creare circolo virtuoso per acquistare i prodotti delle imprese che aderiranno a un sistema di credito cooperativo. Se si considera che a Basilea il «wir» esiste e resiste dal 1934 (per la gioia di 60mila piccole imprese), si capisce che l’annuncio di Gibelli è tutt’altro che fantascienza. Amato, in una recente intervista, aveva ben chiaro la finalità della sua creatura: «Bisogna cancellare la finanza e tornare a un sistema che si basi sull’economia reale, sulla produzione e sullo scambio di beni effettivi».

 

OLTRE L’EURO – Il “bonùs” o “Nanto” mira a incrementare l’importanza degli scambi non monetari tra aziende per aumentare le interrelazioni: i membri della “Zona Nanto” potranno in buona parte fare a meno dell’euro, riducendo i flussi di cassa e agevolando gli scambi. Il tutto sotto l’egida del Crédit Municipal di Nantes, istituto che ha già predisposto conti in Nanto. Non si pensi però a monete o banconote: tutto verrà regolato in una camera di compensazione. L’esperimento chiama in causa le Pmi che operano nei servizi, costruzioni e ristorazioni, ma anche società di trasporto, parcheggi e attività dopo-scuola. Ma non si esclude (il progetto verrà avviato ufficialmente nel 2013) di coinvolgere anche operai e singoli professionisti. Un progetto di grande interesse presentato alcuni giorni fa anche all’Università di Bergamo.

 

Ps: la Banca di Francia ha già approvato il progetto Nantes. Lì si fa sul serio. E la Lombardia non vuole essere certo da meno.

Autore: Massimiliano Capitanio

Fonte: http://www.ilvostro.it/economia-e-lavoro/macche-euro-e-lira-la-lombardia-sperimenta-davvero-la-propria-moneta/23159/

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