Maccastorna e i suoi fanghi d'autore

La vicenda e’ nota.

A fine Aprile, in seguito ad un blitz dei carabinieri del Noe, sono stati apposti i sigilli all’impianto di stoccaggio e trattamento situato a “ Cascina Risi”di Maccastorna ( Lo).

Da quanto si è potuto apprendere, motivo di tale intervento sarebbe da ricercare nei livelli “ fuori legge” di sostanze altamente cancerogene, idrocarburi in primis, riscontrati in campioni di fanghi stoccati nell'area del piccolo comune della Bassa.

L’iter giudiziario ha portato la Procura di Lodi ad iscrivere nel registro degli indagati, con l’accusa di gestione di rifiuti non autorizzata, i nomi dell’amministratore unico della ditta proprietaria dell’impianto, la “CRE”, del procuratore legale e del direttore tecnico della struttura.

Detto che trovare idrocarburi e sostanze cancerogene in fanghi stoccati in aperta campagna e’ di per sé inquietante, colpisce per la sua singolarità la figura e la presenza in questo angolo di terra della “ CRE”, compagnia dai contorni quantomeno nebulosi.

La “galassia CRE” e’ una realtà molto più ampia del solo impianto situato nel Basso Lodigiano. L'Europa unita ha accorciato le distanze e occorre volare in Lussemburgo per trovare la società anonima lussemburghese Sitios Sa, denominata anche Sitios Aktiengesellschaft, cui appartiene al 100 per cento la CRE.

Chi ci sia dietro la CRE è impresa davvero ardua sapere tanto che il procuratore della stessa, Debora Verpelli, ha dichiarato: “ I soci sono imprenditori lodigiani e milanesi, che preferiscono restare nell’anonimato”.

Perché ? Ci verrebbe da chiedere.

La società , che ha sede legale ad Arcore ( é solo una casualità), aveva già destato nel recente passato qualche rumors dopo la presentazione nel Luglio del 2007 di un progetto per la realizzazione di un grande impianto di stoccaggio rifiuti in grado di accogliere oltre 2 milioni e 700 mila metri cubi di rifiuti. Non se ne fece nulla, per fortuna, la Regione Lombardia bocciò inesorabilmente il piano.

Intanto, mentre l’amministratore della società collabora attivamente con gli investigatori per fare chiarezza su un provvedimento che a suo dire ha colto di sorpresa la dirigenza, resta un mistero su come le analisi commissionate dalla società avessero sempre dato risultati in linea con la legge, mentre quelle effettuate su impulso del Noe abbiano dato dei valori che indicano la presenza di rifiuti pericolosi.

Restiamo in attesa di eventuali sviluppi.

Marcello Groppi

 

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