" Ma è peggio un teppista o un premier "golpista"? " di Filippo Rossi

http://www.lettera43.it/upload/images/08_2011/londra-110808211841_medium.jpgIeri abbiamo definito Silvio Berlusconi “black bloc della politica italiana”. Era una metafora sulle affermazioni incendiarie cui ci ha abituati negli anni il presidente del Consiglio - dai magistrati metastasi ai mafiosi eroi - e sull’uso “disinvolto” che ha fatto del potere consegnatogli dai cittadini italiani. Qualcuno ci ha accusato di “illazioni”, di “giustificazionismo”, di “vicinanza ai delinquenti”. Qualcuno (il senatore Achille Totaro, uno che vorrebbe cancellare dalla Costituzione il divieto di ricostituzione del partito fascista, tanto per intenderci) ha minacciato di denunciarci. Facciano pure: siamo convinti di quel che abbiamo detto, dalla prima all’ultima parola. E ancora non conoscevamo il contenuto delle telefonate tra Silvio Berlusconi e il suo tirapiedi Valter Lavitola rese note oggi da la Repubblica. «Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...», dice il presidente del Consiglio al direttore dell’Avanti (è l’ottobre del 2009) prefigurando scene drammaticamente simili a quel film profetico che è stato Il caimano di Nanni Moretti. «La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera. Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera».

Sarà divertente leggere oggi le dichiarazioni dei cani da guardia del Caimano, sguinzagliati sui media per dire che il premier “scherzava”, che era tutto “metaforico”, che i comunisti oltre a non lavarsi non hanno senso dell’umorismo, che il vero problema sono le intercettazioni, la violazione della privacy, il buco della serratura eccetera eccetera. Come se l’annuncio di un golpe da parte del primo ministro rientrasse nella sua “sfera intima”.

E allora, tornando al paragone iniziale (Berlusconi come black bloc della politica) viene da chiedersi: è più irresponsabile un ragazzino adolescente che vuole spaccare tutto e gioca alla guerra, o un premier che pensa e dice di voler assalire il palazzo di giustizia e la sede di un giornale? Cos’è più pericoloso per la tenuta della nostra democrazia? Cos’è più anomalo? Il “moderatismo dell'ovvio” sui black bloc delinquenti non può essere la cortina fumogena su un premier eversivo e su una maggioranza addomestica. Che quei delinquenti siano delinquenti è evidente, è una tautologia. Le vere questioni politiche in Italia sono altrove. Sono dentro il palazzo. E vanno risolte prima che sia troppo tardi. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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