Londra sperimenta le autostrade per ciclisti

Dalla capitale inglese arriva un progetto per facilitare gli spostamenti dei pendolari in bicicletta. Le prime due autostrade sono state presentate a maggio, le altre saranno pronte per il 2015.

 

Sin dal suo insediamento il sindaco di Londra Boris Johnson ha fatto degli incentivi all’uso della bicicletta come mezzo per gli spostamenti in città uno dei punti cardine del suo mandato.

Ed è proprio all’interno di questo progetto che sono state presentate a maggio le prime due piste di un più vasto programma di autostrade per ciclisti, che possano rendere più veloci ed immediati i collegamenti per i pendolari in bicicletta da e per il centro di Londra.

Le prime due sono già state attivate, ed altre dieci dovrebbero essere pronte entro il 2015.

Le piste sono chiaramente riconoscibili con il loro colore blu acceso, e sono fornite di cartelli che informano sui tempi di percorrenza ed i collegamenti con altre strade. La superficie delle piste ciclabili rinnovate all’interno del progetto è stata migliorata e sono stati rimossi tutti i possibili ostacoli in modo da evitare giri inutili e brusche fermate.

L’idea è di rendere più agevole il pendolarismo in bici per chi già lo pratica, ma soprattutto di incoraggiare sempre più persone a spostarsi in bicicletta, semplificando e rendendo più sicuri i percorsi.

Se il progetto andasse in porto e un numero maggiore di pendolari scegliesse la bicicletta, non solo verrebbero ridotti traffico automobilistico ed emissioni, ma i benefici si ripercuoterebbero anche sui mezzi pubblici, notoriamente congestionati specie negli orari di punta.

Una giornalista della BBC ha testato queste nuove autostrade per ciclisti riportandone impressioni contrastanti: in molti punti del video si vede come la pista ciclabile sia occupata dalle macchine, rendendo così difficile e talvolta rischioso il passaggio dei ciclisti.

Probabilmente separare fisicamente la pista ciclabile dalla corsia delle auto avrebbe impedito un comportamento del genere, ma oltre ai limiti fisici posti dall’arredo urbano – che non sempre sono la soluzione, come ci ricorda il caso di Makkinga e Drachten -- forse sarebbe davvero utile soprattutto un cambiamento di mentalità da parte degli automobilisti, abituati ad occupare la quasi totalità degli spazi stradali.

Laddove le strade sono più ampie il percorso è più agevole sia per le macchine che per le biciclette, ma dove si restringe la pista blu finisce per sottrarre spazio alla corsia delle auto, peggiorando anziché migliorare la situazione del traffico.

C’è chi si domanda se queste nuove piste possano essere davvero il punto di inizio di un vero e proprio cambiamento nella vita dei ciclisti urbani, o se finiranno per essere solo delle normalissime piste ciclabili dipinte di blu e promosse in maniera più attenta a livello di marketing.

Insomma, tra critiche più o meno costruttive, proteste e pareri positivi l’esperimento va avanti, le prime due piste sono partite appena da fine maggio ed è forse presto per giudicare.

Probabilmente solo una volta giunti a completamento i lavori di tutte le piste – o quantomeno di un congruo numero di esse -- si potrà veramente valutare l’impatto di quest’opera. Tuttavia il sindaco di Londra ha dimostrato più volte di voler investire seriamente nell’incentivare l’uso della bicicletta negli spazi cittadini e nell’incoraggiare la riduzione dei consumi e la dipendenza da carburante, e se il progetto delle autostrade per ciclisti di Londra dovesse rivelarsi vincente potrebbe diventare un esempio da seguire per molte altre città. ( Fonte: http://smartercity.liquida.it/)

 

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